Cane senza guinzaglio, quando scatta la multa e cosa rischia il proprietario

Portare il cane a passeggio senza guinzaglio può sembrare una semplice disattenzione, soprattutto quando l’animale è tranquillo e abituato a stare vicino al proprietario. Ma nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico esistono precise regole da rispettare. E in caso di incidente, aggressione o danno a terzi, le responsabilità possono diventare molto più serie.

La normativa nazionale stabilisce che i cani devono essere condotti con un guinzaglio di lunghezza non superiore a 1,50 metri nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico, fatta eccezione per le aree individuate dai Comuni nelle quali gli animali possono essere lasciati liberi sotto la vigilanza del proprietario o del detentore.

Non basta quindi che il cane sia “buono” o che risponda ai comandi: fuori dalle aree dove è consentito lasciarlo libero, il proprietario deve garantire il controllo dell’animale attraverso il guinzaglio.

Guinzaglio e museruola: cosa prevede la legge


La stessa disciplina prevede che chi accompagna il cane debba avere con sé anche una museruola, rigida o morbida, da utilizzare in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali oppure quando venga richiesta dalle autorità competenti. L’obbligo di utilizzare guinzaglio e museruola è previsto anche per i cani condotti sui mezzi di trasporto.

Ci sono poi situazioni particolari. Per i cani inseriti nei registri relativi agli animali a rischio potenziale elevato sono previsti obblighi più stringenti, tra cui la conduzione con guinzaglio e museruola e una polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi.

Un altro obbligo spesso dimenticato riguarda le deiezioni: chi conduce il cane in ambito urbano deve raccogliere le feci dell’animale e avere con sé strumenti idonei per farlo.

Se il cane scappa o provoca un danno, chi è responsabile?

Il fatto che un cane non abbia mai mostrato comportamenti aggressivi non esclude la responsabilità del proprietario o di chi lo ha in custodia. La situazione può diventare particolarmente delicata se l’animale attraversa una strada, provoca un incidente, aggredisce una persona oppure ferisce un altro animale.

Per questo il controllo non dovrebbe essere considerato soltanto un obbligo burocratico, ma una misura di sicurezza per il cane e per chi gli sta intorno. Anche un animale normalmente docile può spaventarsi, reagire improvvisamente a un rumore, inseguire un altro animale o correre verso la strada.

In caso di danno, inoltre, entrano in gioco le norme sulla responsabilità del proprietario o del detentore e le circostanze concrete dell’accaduto. Non è quindi sufficiente sostenere che il cane “non aveva mai fatto nulla prima”: bisogna valutare chi aveva la custodia dell’animale, come è avvenuto il fatto e quali conseguenze ha provocato.

C’è poi un aspetto da non sottovalutare: oltre alle disposizioni nazionali, possono esistere regolamenti comunali con ulteriori prescrizioni sulla conduzione degli animali negli spazi pubblici.

La regola più semplice, dunque, resta anche quella più sicura: in città e nei luoghi aperti al pubblico, il cane va tenuto al guinzaglio entro il limite previsto dalla normativa; libero soltanto negli spazi in cui è consentito e sempre sotto il controllo del proprietario.

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