Cambogia ignora l’ONU e mantiene in carcere attivisti ambientali detenuti arbitrariamente.

Cambogia ignora l’ONU e mantiene in carcere attivisti ambientali detenuti arbitrariamente.

Le Ragioni Sottostanti la Detenzione

I cinque attivisti, identificati come Long Kuntha, Ly Chandaravuth, Phuon Keoraksmey, Thun Ratha e Yim Leanghy, hanno sollevato l’attenzione internazionale in seguito alla loro condanna. Nel loro parere di 16 pagine, il Gruppo di Lavoro ha evidenziato che la detenzione risponde a un contesto di repressione crescente contro coloro che esercitano le loro libertà fondamentali, come il diritto di espressione e di riunione pacifica.

L’ufficialità cambogiana ha respinto le accuse, affermando che tutte le azioni legali contro gli attivisti sono state portate a termine in conformità con le leggi locali. Chan Rothona, portavoce del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ha comunicato che il governo ha presentato una risposta al Gruppo di Lavoro, ma non ha fornito ulteriori dettagli sulla questione.

Alcuni degli attivisti avevano già subito arresti in passato per la loro attività di denuncia riguardante la devastazione ambientale causata da attività illegali come la deforestazione e l’estrazione di sabbia. Tale repressione, in un contesto di crescente autoritarismo sotto la guida di Hun Sen, riflette un clima di paura per gli attivisti che tentano di proteggere il patrimonio naturale del paese.

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