Cambiamenti climatici e agricoltura accelerano la perdita di uccelli in Nord America.
I ricercatori hanno scoperto che il vero fattore predittivo delle perdite rapide delle popolazioni non è la temperatura, bensì l’intensità agricola. Le regioni del Mid-Atlantic, Midwest e California, centri agricoli del paese, hanno mostrato i tassi di declino più elevati. Secondo Fengyi Guo, un Fellow postdottorato presso il Cornell Lab of Ornithology, che non ha partecipato allo studio, “i declini in accelerazione suggeriscono che le pressioni sulle popolazioni di uccelli potrebbero intensificarsi”.
La pratica agricola è legata a diverse problematiche per gli uccelli: utilizzo di pesticidi, fertilizzanti e l’espansione delle aree dedicate alle coltivazioni che riducono l’habitat naturale. Leroy ha sottolineato che il suo team non stava cercando inizialmente questa correlazione, ma una successiva revisione della letteratura scientifica ha rivelato un chiaro schema: “Esistono numerosi studi in Europa, negli Stati Uniti e nel mondo che collegano queste pratiche agricole a un impatto negativo sulla biodiversità”.
Gli uccelli forniscono servizi ecosistemici fondamentali che supportano l’agricoltura e la sicurezza alimentare, come la dispersione dei semi, la pollinazione, il ciclo dei nutrienti e il controllo dei parassiti. Inoltre, contribuiscono a mantenere sotto controllo le popolazioni di zanzare, insetti che possono trasmettere malattie come malaria e febbre dengue.
“I servizi ecosistemici forniti dagli uccelli sono essenziali per l’ambiente,” ha affermato Leroy. In considerazione dei risultati dello studio, ha esortato i governi e gli agricoltori a prendere in considerazione l’implementazione di pratiche agricole più sicure per la protezione degli uccelli. Anche i cittadini possono contribuire, piantando specie vegetali autoctone, riducendo l’uso di pesticidi e mantenendo i gatti domestici al chiuso.
Per rimanere aggiornati su ulteriori ricerche e pratiche per la conservazione della biodiversità, è possibile consultare fonti ufficiali come il sito del National Audubon Society e il BirdLife International.
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