Calamità in Sicilia, avanza la proposta di attingere ai fondi per il Ponte sullo Stretto

L’Assemblea regionale siciliana ha approvato ieri un aumento degli stanziamenti per far fronte ai danni causati dal ciclone Harry, con misure che concentrano risorse su cittadini, aziende e territori colpiti, a discapito di altri progetti infrastrutturali come il Ponte sullo Stretto. La decisione arriva in seguito alla catastrofe che ha interessato Niscemi e le province orientali dell’Isola, modificando l’ordine del giorno previsto in aula.

Incremento degli aiuti e misure urgenti per cittadini e imprese


Il nuovo budget per gli interventi urgenti passa a 40,6 milioni di euro, rispetto ai 50 milioni inizialmente stanziati dalla giunta. L’Assemblea ha approvato modifiche significative: 20 milioni aggiuntivi destinati al fondo regionale per gli interventi di emergenza, 5 milioni al fondo di solidarietà per la pesca, e altri 5 milioni per l’agricoltura danneggiata.

Tra le misure approvate figura anche l’esenzione dal pagamento del canone demaniale marittimo per i titolari di concessioni colpite da gravi danni, con un costo stimato superiore ai 10 milioni di euro. Inoltre, per sostenere i residenti delle province di Messina e Catania, è stato previsto lo stop al pedaggio sull’autostrada A18 nei caselli di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera, per un totale di 800 mila euro rimborsati dalla Regione al Cas.

Priorità all’emergenza: fondi territoriali e Ponte sullo Stretto


La conferenza dei capigruppo ha deciso di sospendere le risorse previste per gli emendamenti territoriali e di dirottarle sulla ricostruzione dei territori colpiti. Come annunciato dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, l’obiettivo è concentrare tutti i fondi disponibili a favore dei cittadini, degli agricoltori, dei balneari e dei lavoratori colpiti dal ciclone.

A sorpresa, è stato approvato anche un emendamento che richiede di ripianificare i 5 miliardi di fondi Fsc destinati al Ponte sullo Stretto, dirottandoli sull’emergenza. L’emendamento è passato con 32 voti favorevoli e 24 contrari, con una decina di franchi tiratori. La decisione invia un messaggio chiaro al governo nazionale: per l’Assemblea regionale siciliana, la ricostruzione post-Harry è prioritaria rispetto a grandi opere infrastrutturali.

Le dichiarazioni del ministro Nello Musumeci


Dirottare i soldi del ponte dello Stretto per affrontare le conseguenze del ciclone Harry e della Frana di Niscemi? “Sono argomenti da caffè”, taglia corto a Rtl 102.5, il ministro alla Protezione civile, Nello Musumeci. “Sottrarre soldi a una delle più grandi infrastrutture al mondo che serve al Mezzogiorno a proiettarsi in un quadro europeo e mediterraneo, è impensabile. Una idea che fa parte del `benaltrismo´. Il componente del governo ha in questo modo replicato all’ordine del giorno approvato dall’asselblea regionale della Sicilia con il quale si chiedeva di spostare 1,3 miliardi destinati al ponte alle opere di ripristino idrogeologico”.

“I soldi per il ponte appartengono al ponte; quelli della ricostruzione al Dipartimento per la ricostruzione e sono già disponibili. È l’argomento pretestuoso di chi è ideologicamente contrario alle grandi infrastrutture”, ha concluso Musumeci.

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