Caffè colombiano: settore forte ma preoccupato per le nuove regole europee contro la deforestazione.

Impatto della Regolamentazione UE sulla Produzione di Caffè in Colombia

Circa un quarto delle esportazioni di caffè della Colombia, il terzo produttore mondiale, è destinato all’Europa. Questo significa che le aziende caffè devono prepararsi a rispettare la Regolamentazione sulla Deforestazione dell’Unione Europea (EUDR), che dovrebbe entrare in vigore alla fine dell’anno. Il Sistema di Informazione del Caffè della Colombia (SICA), un database georeferenziato gestito dalla Federazione Nazionale dei Coltivatori di Caffè della Colombia (FNC), contiene registri dettagliati su circa 1,8 milioni di lotti di caffè e dati socioeconomici su quasi 500.000 famiglie di coltivatori di caffè, per la maggior parte piccoli produttori. Questo sistema consolidato potrebbe aiutare i coltivatori di caffè colombiani a dimostrare la conformità con l’EUDR, posizionandoli in vantaggio rispetto ai concorrenti in Africa e in alcune parti dell’Asia.

Nonostante molte grandi aziende affermino di essere pronte per l’EUDR, molti agricoltori di piccole dimensioni, inclusi i produttori indigeni di caffè, spesso hanno conoscenze limitate riguardo ai requisiti e sono meno preparati a conformarsi.


Cultura del Caffè a Ciénaga e le Preoccupazioni dei Produttori

Ciénaga, una cittadina portuale situata alle pendici della Sierra Nevada di Santa Marta, è spesso descritta come la capitale del caffè della regione. Qui, diversi uomini si affollano intorno a un centro di raccolta del caffè, spostando sacchi di juta. Silver Polo Palomino, un coltivatore di caffè e rappresentante dell’Asociación de Agricultores Orgánicos de La Secreta (AGROSEC), esprime le sue speranze riguardo all’EUDR. Parlando sopra il rumore del mulino, Polo ammette di essere incerto e sempre più preoccupato riguardo a cosa significherà l’implementazione della nuova regolamentazione per la sua sussistenza.

La regolamentazione, che entrerà in vigore entro la fine dell’anno, bandirà l’importazione nella UE di sette prodotti chiave legati alla deforestazione; il caffè è tra questi. Alcuni esperti affermano che la Colombia è ben preparata per l’EUDR, posizionandosi meglio rispetto agli esportatori di caffè in molte aree di Africa e Asia. Nonostante un settore frammentato dominato da piccoli agricoltori, l’industria del caffè colombiana è altamente organizzata, grazie alla FNC che rappresenta oltre 500.000 famiglie di coltivatori di caffè. Questa federazione ha sviluppato un database georeferenziato centralizzato, il SICA, progettato per aiutare i produttori e gli esportatori a dimostrare la conformità con le norme europee.


Rimane, tuttavia, una serie di sfide. Tra queste ci sono la conformità con le leggi nazionali, soprattutto considerando il mercato del lavoro in gran parte informale in Colombia, e la scarsa consapevolezza riguardo alla nuova regolamentazione tra molti piccoli agricoltori. Gli attori del mercato intervistati affermano che, mentre l’EUDR affronta la reale necessità di protezione ambientale e tracciabilità nelle catene di fornitura globali del caffè, potrebbe anche portare a conseguenze indesiderate, in particolare per quanto riguarda i ritardi recenti nell’applicazione della regolamentazione e le difficoltà nel soddisfare alcuni requisiti.

L’EUDR è stata adottata nel 2023 e si applica a prodotti come caffè, cacao, carne bovina, soia, olio di palma, gomma e legno. Per essere ammessi nel mercato UE, questi prodotti devono essere “senza deforestazione,” prodotti in conformità con le leggi nazionali del paese di origine, e coperti da una dichiarazione di diligenza. Questa dichiarazione deve includere dati di geolocalizzazione per tutti i terreni dove i prodotti sono stati prodotti, una valutazione del rischio che valuti se i prodotti sono collegati a deforestazione o degrado forestale successivi al 31 dicembre 2020, o violazioni di leggi locali.


La risposta iniziale in Colombia all’EUDR è stata “confrontazionale”, con molti che la percepivano come una barriera non tariffaria al commercio. Tuttavia, l’atteggiamento è cambiato nel 2023, quando l’UE ha adottato un approccio più attivo rispetto alla conformità e l’industria del caffè colombiana ha compreso che era ben posizionata per affrontare le nuove sfide, grazie all’elevato livello di tracciabilità del caffè colombiano attraverso il sistema SICA. Il sistema SICA offre agli esportatori verificati dati di geolocalizzazione e supporta la tracciabilità nelle catene di fornitura.

Alla luce di queste sfide e opportunità, il futuro della produzione di caffè in Colombia sotto l’EUDR rimane un aspetto cruciale da monitorare. Secondo i produttori e gli esperti, l’implementazione della regola potrebbe ridefinire la competitività tra i paesi produttori di caffè e, in fin dei conti, favorire coloro che sono meglio attrezzati per adattarsi a questo nuovo panorama normativo.

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Luigi Salemi: