Cacciatori di pesce in India affrontano il problema dell’attrezzatura fantasma locale.
Una Governance Fragmentata e le Sfide di Riconoscimento
Molti esperti evidenziano che una struttura di governance frammentata lascia lacune critiche nella gestione del “ghost gear”. La gestione della pesca in India è principalmente sotto la supervisione dei dipartimenti statali, ma cosa accade dopo che le attrezzature sono perse o scartate rimane in gran parte non regolamentato. Diverse agenzie statali, dai dipartimenti della pesca ai controlli ambientali, si occupano di aspetti diversi della questione, ma spesso senza una coordinazione adeguata.
Nonostante le prove crescenti dei danni ambientali causati dal “ghost gear”, l’India non ha un sistema unificato per monitorare o gestire queste attrezzature. Paesi asiatici che affrontano sfide simili hanno iniziato ad esplorare schemi di marcatura delle attrezzature e piani d’azione nazionali. Queste iniziative riflettono sforzi più ampi per migliorare la responsabilità e la gestione del “ghost gear”.
Un’importante iniziativa è emersa lungo la costa meridionale dello stato di Karnataka, dove Adhavan Dev, un biologo marino, promuove un approccio preventivo. Questa iniziativa incoraggia i pescatori a recuperare le attrezzature danneggiate e portarle a riva, dove i pagamenti per il riacquisto offrono un’alternativa alla dispersione in mare. Partecipare al programma può essere lento inizialmente, ma aumenta con la crescente consapevolezza degli effetti ambientali legati al “ghost gear”.
Le attrezzature, spesso realizzate con una miscela di materiali, presentano internamente una sfida per il processo di riciclaggio. La mancanza di impianti capaci di gestire attrezzature miste in India rende difficile trovare soluzioni sostenibili per il recupero.
La Via da Seguire: Un Cambio di Mentalità Necessario
Per affrontare il problema del “ghost gear”, è essenziale spostarsi verso sistemi istituzionalizzati che coprano l’intero ciclo di vita delle attrezzature da pesca. Misure specifiche come i sistemi di marcatura delle attrezzature, la standardizzazione dei rapporti di attrezzature perse e la creazione di strutture dedicate al riciclaggio devono essere implementate.
Secondo i ricercatori, l’attuazione di un sistema efficace richiederebbe una coordinazione tra i settori della pesca, della gestione dei rifiuti e delle agenzie di regolamentazione. La partecipazione del settore privato nello sviluppo di mercati per i materiali recuperati è fondamentale.
In sintesi, senza un approccio sistematico, le reti abbandonate nei porti dell’India continueranno a inquinare gli ecosistemi marini, nonostante gli sforzi isolati per combattere il problema. È vita e biodiversità marine a rischio e necessitano di soluzioni a lungo termine per garantire un futuro sostenibile.
Fonti
- Daniel, D. B., & Thomas, S. N. (2022). Abandoned, lost and discarded fishing gear from the fishing sector of Kerala, India. Ocean Science Journal.
- Richardson, K. et al. (2022). Global estimates of fishing gear lost to the ocean each year. Science Advances.
- Riaz, S. et al. (2024). Microplastics assessment in Arabian Sea fishes: Accumulation, characterization, and method development. Brazilian Journal of Biology.
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