Brasile presenta la sua strategia per la tutela della natura e la sostenibilità ambientale.

Il Brasile è il paese più biodiverso del mondo, ospitando tra il 10% e il 15% di tutte le specie conosciute. Con quasi due terzi della foresta pluviale amazzonica al suo interno, il Brasile contribuisce a circa un decimo del cibo globale. Questa ricchezza ecologica ed economica rende il Brasile un attore cruciale nel tentativo globale di proteggere la natura.

Nonostante ciò, il Brasile rientra tra i circa 85% dei paesi che non hanno rispettato la scadenza del 2024 per presentare un nuovo Piano d’Azione e Strategia Nazionale per la Biodiversità (NBSAP) alle Nazioni Unite. Quando i delegati si sono riuniti per il vertice COP16 a Cali, in Colombia, nell’ottobre 2024, il piano del Brasile era ancora incompleto.


Il Nuovo Piano per la Biodiversità: Ambizioni e Obiettivi

Il 29 dicembre 2025 è finalmente stato presentato il nuovo NBSAP, che copre il periodo 2025-2030. Questo piano è frutto di una lunga consultazione che ha coinvolto centinaia di scienziati, rappresentanti indigeni, gruppi della società civile e funzionari governativi. È un piano ambizioso, dettagliato e in linea con il Quadro Globale di Biodiversità di Kunming–Montreal. Resta da vedere se queste misure saranno sostenibili nel tempo.

Uno degli obiettivi principali del piano è quello di “conservare” l’80% dell’Amazzonia brasiliana entro il 2030. È importante notare che la “conservazione” comprende aree protette, territori indigeni e altre forme di terreno gestito dove è vietata la conversione su larga scala. C’è stata una certa spinta recente per questo progetto: negli ultimi cinque anni la deforestazione annuale in Amazzonia è diminuita, raggiungendo nel 2025 il livello più basso degli ultimi dieci anni. L’applicazione delle leggi è migliorata e i sistemi di raccolta dati sono stati meglio integrati.


Eliminazione della Deforestazione in Tutti gli Ecosistemi

Il piano non si limita all’Amazzonia, ma impegna il Brasile a eliminare la deforestazione in tutti i suoi ecosistemi entro il 2030. Sebbene l’accento sia posto sulla deforestazione illegale, il documento affronta anche la questione della bonifica legale tramite meccanismi di compensazione e requisiti di ripristino. La strategia collega il controllo della deforestazione alla prevenzione degli incendi, alla neutralità nella degradazione del suolo e agli sforzi contro la desertificazione. Questo approccio riflette un cambiamento più ampio nel modo in cui i politici brasiliani descrivono il cambiamento nell’uso del suolo.

Ci sono dubbi sulla fattibilità di eliminare completamente la deforestazione. Esperienze passate indicano che la deforestazione tende a spostarsi tra i biomi quando la pressione aumenta; miglioramenti nell’Amazzonia potrebbero essere compensati da perdite in altre aree, come il Cerrado, se non ci sono misure di enforcement e incentivi adeguati.


Il nuovo NBSAP del Brasile è esplicitamente allineato con gli impegni climatici del paese. Il documento considera la protezione della biodiversità come un pilastro della mitigazione e dell’adattamento ai cambiamenti climatici. Gli ecosistemi intatti sono descritti come infrastruttura vitale: le foreste regolano le precipitazioni, riducono il rischio di disastri e immagazzinano carbonio. Gli ecosistemi marini e le paludi stabilizzano i sistemi acquatici. È evidente che gli obiettivi climatici sono più difficili da raggiungere se gli ecosistemi continuano a deteriorarsi.

Un aspetto cruciale del piano è la questione del finanziamento della natura. Il Brasile mira a “incrementare notevolmente” il finanziamento per la biodiversità attraverso fonti nazionali e internazionali. Il piano d’azione elenca diversi meccanismi, tra cui crediti di biodiversità, un mercato del carbonio regolato e il proposto Tropical Forest Forever Facility. Alcune di queste idee sono ancora speculative, mentre i crediti di biodiversità pongono questioni irrisolte riguardo alla misurazione e alla sostenibilità.


Politiche Agricole: Intensificazione Sostenibile

Un altro aspetto fondamentale del piano è l’agricoltura. Il Brasile è uno dei principali produttori mondiali di soia, carne bovina e altre merci, e l’NBSAP promuove l’intensificazione sostenibile come una soluzione per soddisfare la domanda riducendo la pressione sulla vegetazione nativa. Si propone di produrre di più su terre già utilizzate attraverso una migliore gestione, tecnologia e ripristino delle aree degradate.

Ciò comporta anche dei rischi: l’intensificazione può rendere l’espansione più redditizia, a meno che non venga accompagnata da controlli rigorosi sull’uso del suolo. Valori di terra più elevati potrebbero attirare investimenti in nuove aree, aumentando la pressione sulle risorse naturali.


Consultazione e Prospettive Politiche

Il governo brasiliano descrive il processo NBSAP come la più vasta consultazione sulla biodiversità mai realizzata nel paese. Workshop, consultazioni pubbliche e dialoghi specifici per settore sono stati condotti per più di due anni. Questa ampiezza si riflette nel tono del documento, dove i popoli indigeni e le comunità tradizionali sono considerati attori centrali nell’implementazione del piano.

Nonostante i risultati della consultazione, l’implementazione del piano rimane fortemente influenzata dalla volontà politica. Essendo il NBSAP uno strumento di pianificazione federale, la sua applicazione corre il rischio di essere influenzata dal cambiamento di leadership nelle elezioni nazionali imminenti. Se l’attuale amministrazione federale manterrà continuità, il piano avrà buone possibilità di avanzare in modo significativo; se ci sarà un cambiamento radicale, si rischia di vederlo accantonato o alterato.

La strategia di biodiversità del Brasile è dettagliata, credibile e allineata con i quadri globali. Riflette una rinnovata convinzione che la protezione della natura possa andare di pari passo con lo sviluppo. Arrivare a realizzare questi intenti dipenderà più dalla politica che dalla ecologia.

Fonti ufficiali: Ministero dell’Ambiente del Brasile, Convenzione sulla Biodiversità delle Nazioni Unite.

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Luigi Salemi: