Boom dei data center in Thailandia: preoccupazioni per scarsità d’acqua e inquinamento atmosferico.

La Crescita Esponenziale dei Data Center in Thailandia

La Thailandia sta attraversando un rapido boom dei data center, con oltre 70 progetti pianificati o in costruzione, molti dei quali si trovano nel Corridoio Economico Orientale (EEC). Residenti e agricoltori nelle province di Chonburi e Rayong esprimono timori che queste strutture possano aggravare la scarsità d’acqua e l’inquinamento in una regione già alle prese con impatti industriali. I data center richiedono grandi volumi d’acqua per il raffreddamento e un’importante fornitura di elettricità, sollevando preoccupazioni riguardo alla contaminazione delle acque reflue e all’aumento dell’uso di combustibili fossili. I critici affermano che il settore si sta espandendo con poca trasparenza e consultazione con le comunità locali, lasciando i residenti incerti sui salvaguardi ambientali e sui benefici.


Preoccupazioni Ambientali e Impatti sulla Comunità

Nel cuore di Chonburi, Sarayuth Sonlacksa, un ex biochimico diventato allevatore di granchi, teme che la delicatezza dell’ecosistema locale venga compromessa dalla costruzione di un nuovo data center a Khlong Tamru, a 10 chilometri dalla sua azienda. Questa struttura è solo una delle almeno 19 pianificate nella provincia. “Per me, i data center sono migliori delle normali fabbriche,” spiega Sarayuth, “ma sicuramente porteranno a maggiori conflitti riguardo all’acqua e all’inquinamento.”

Nel 2025, il Consiglio per gli Investimenti della Thailandia ha approvato 36 progetti di data center per un valore di circa 23 miliardi di dollari, e nel solo gennaio di quest’anno sono stati pianificati almeno altri 7 progetti, valutati 3,1 miliardi di dollari. La Thailandia mira a raggiungere 1 gigawatt di capacità per data center entro il 2027, con un aumento significativo della domanda di intelligenza artificiale, sia a livello nazionale che internazionale. Tuttavia, la crescita porta con sé sfide ambientali e sociali significative a causa della mancanza di trasparenza nei progetti in corso.


Le preoccupazioni riguardo alla scarsità d’acqua sono amplificate dai dati sulla domanda idrica. Secondo le stime, la domanda totale d’acqua nell’EEC è di 658 milioni di metri cubi annui. La gestione delle risorse idriche è diventata sempre più difficile, specialmente con l’introduzione dei nuovi data center, che richiedono ingenti quantità d’acqua per il loro funzionamento. Sarayuth sottolinea che “gli agricoltori devono combattere per avere accesso all’acqua, mentre le aziende ottengono tutto ciò di cui hanno bisogno.”

Il data center QHI01, in costruzione, rappresenta uno dei progetti più potenti della provincia, impegnandosi a utilizzare 3,3 milioni di metri cubi d’acqua all’anno, equivalenti ai bisogni idrici di circa 36.900 residenti. La chiave della questione rimane la gestione sostenibile delle risorse idriche, mentre le condizioni di vita degli agricoltori continuano a ridursi. Le richieste di trasparenza aumentano, poiché le comunità locali chiedono di sapere di più sui piani e sull’impatto ambientale dei nuovi sviluppi.


Implicazioni Energetiche e Polveri Sottili

La crescita dei data center rischia di intensificare anche la dipendenza della Thailandia dai combustibili fossili. Sebbene il governo abbia fissato obiettivi per raggiungere il 68% di energia rinnovabile entro il 2040, attualmente le risorse rinnovabili rappresentano solo il 15% del mix energetico nazionale. “Se ci aspettiamo che la domanda energetica aumenti a un ritmo più rapido rispetto a quanto previsto nei piani di sviluppo energetico, è probabile che molta della nuova energia provenga da gas,” afferma Peter Ford, consulente energetico regionale.

Quest’ulteriore richiesta di energia elettrica potrebbe risultare problematica per le comunità locali, già colpite da inquinamento e risorse idriche limitate. Sarayuth avverte: “La competizione per l’acqua è un aspetto, ma l’impatto indiretto sulla domanda di elettricità sarà evidente per tutti noi. Non vedo alcun beneficio per le persone che vivono vicino ai data center.” Questo scenario complesso mette in evidenza la necessità di una pianificazione strategica e di una valutazione ambientale approfondita per affrontare le reali esigenze della restante popolazione.

In conclusione, il boom dei data center in Thailandia solleva questioni critiche riguardo alla sostenibilità ambientale e alla giustizia sociale. Gli impatti diretti e indiretti su acqua e energia non possono essere ignorati, richiedendo una valutazione e una gestione più attente per garantire un futuro sostenibile per le comunità locali.

Fonti:

  • Board of Investment, Thailand.
  • Environmental Reporting Collective (ERC).
  • Ministero dell’Economia Digitale e della Società, Thailandia.

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Luigi Salemi: