Bonus edilizi, stop per un anno all’imprenditore anti-racket: Riesame accoglie il ricorso

Bonus edilizio - fonte pexels - Sicilianews24.it

Indagine su presunte truffe legate al bonus facciate: 15 i casi contestati. La difesa: “Nessuna condotta fraudolenta”

Il Tribunale del Riesame di Palermo ha disposto il divieto di esercitare l’attività d’impresa per un anno nei confronti di Giuseppe Piraino, imprenditore noto per il suo impegno contro il racket e finito al centro di un’inchiesta per presunte truffe legate ai bonus edilizi.

La misura interdittiva è stata adottata accogliendo il ricorso della Procura di Palermo, guidata da Maurizio de Lucia, dopo che il gip aveva inizialmente respinto la richiesta avanzata dai pubblici ministeri.

L’inchiesta e la denuncia di una condomina


L’indagine è partita dalla denuncia di una cittadina palermitana che aveva affidato, insieme al proprio condominio, i lavori di rifacimento della facciata alla Mosina Costruzioni s.r.l., società rappresentata legalmente da Piraino.

I lavori, finanziati tramite il cosiddetto bonus facciate al 90%, prevedevano un intervento complessivo da circa 267 mila euro. Il condominio aveva versato oltre 26 mila euro, pari alla quota non coperta dal bonus, e attivato la cessione del credito fiscale.

Tuttavia, secondo quanto emerso, i lavori non sarebbero mai stati portati a termine: la ditta si sarebbe limitata al montaggio dei ponteggi e a pochi altri interventi preliminari, senza completare l’opera nei tempi previsti.

Il sistema delle presunte truffe

Secondo gli investigatori, il caso denunciato non sarebbe isolato. L’inchiesta, che ha esaminato diversi appalti gestiti dalla Mosina Costruzioni, avrebbe individuato un presunto sistema basato sull’acquisizione di crediti d’imposta tramite lo sconto in fattura, senza il completamento effettivo dei lavori.

Le truffe contestate dalla Guardia di Finanza sarebbero complessivamente 15. Il meccanismo avrebbe consentito all’imprenditore di ottenere crediti fiscali ritenuti illegittimi, da utilizzare o cedere per ottenere liquidità.

La decisione del Riesame

Dopo il primo rigetto del gip, la Procura ha presentato appello al Tribunale del Riesame, che ha accolto le tesi degli inquirenti disponendo la misura interdittiva. Piraino non potrà quindi esercitare attività d’impresa per un anno.

La difesa: “Situazione dovuta ai crediti incagliati”


Di diverso avviso la difesa dell’imprenditore, che respinge le accuse e parla di una situazione legata alle difficoltà del settore edilizio.

Secondo quanto sostenuto, la Mosina Costruzioni avrebbe completato 24 interventi su 37 e portato avanti altri lavori con stati di avanzamento tra il 15% e il 60%.

La mancata conclusione di alcune commesse sarebbe stata causata dal fenomeno dei cosiddetti crediti incagliati e dalla complessità normativa legata ai bonus edilizi, che negli ultimi anni ha inciso pesantemente sulla liquidità delle imprese.

“Nel processo emergerà l’estraneità dell’imprenditore rispetto alle contestazioni”, si legge nella nota diffusa, sottolineando anche gli sforzi compiuti per garantire il pagamento degli operai e la prosecuzione dei lavori.

Indagini ancora in corso

Il procedimento è ancora nella fase preliminare e sarà il processo a chiarire le responsabilità. Come previsto dalla legge, per l’imprenditore vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.

L’inchiesta si inserisce nel più ampio filone di controlli sui bonus edilizi, che negli ultimi anni hanno acceso l’attenzione delle autorità su possibili abusi e irregolarità nel settore.

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