Bonobo: i turisti devono aspettare che i ricercatori guadagnino la loro fiducia prima di vederli.

Riflessioni del Fondatore: una serie occasionale in cui Rhett Ayers Butler, fondatore di Mongabay, condivide analisi, prospettive e sintesi di storie.

Habituazione dei Bonobo nel Parco Nazionale di Salonga

Nel Parco Nazionale di Salonga, situato nella Repubblica Democratica del Congo, un team di ricercatori e tracciatori si sta adoperando per habituare un gruppo di circa 60 bonobo. L’obiettivo è quello di aiutare questi primati a tollerare una presenza umana limitata, inizialmente per scopi di ricerca e, in seguito, per un turismo gestito in modo attento.

Il processo di habituazione è lento e richiede grande pazienza. I tracciatori partono spesso dal campo intorno alle 3 del mattino per raggiungere il sito di nidificazione della sera precedente prima che i bonobo (Pan paniscus) si sveglino. Successivamente, seguono il gruppo attraverso la foresta fino a quando le scimmie costruiscono nuovi nidi in serata.


Il Processo di Abituazione

“L’idea principale della habituazione è quella di incontrare il gruppo ogni giorno in un modo amichevole e non invasivo, in modo che accettino la tua presenza come parte della foresta”, ha dichiarato Felix Bofeko, assistente ricercatore del programma, in un’intervista a David Akana di Mongabay.

Per ottenere un buon livello di abituazione è necessaria la presenza costante delle stesse persone, un comportamento controllato e routine ripetitive. Queste devono essere mantenute a lungo affinché gli animali smettano di percepire la presenza umana come una minaccia. Inizialmente, i bonobo fuggivano alla vista degli esseri umani. Ora, Bofeko riferisce che i ricercatori possono talvolta rimanere con loro per due o tre ore. Due visitatori vengono tollerati, mentre tre o quattro potrebbero ancora essere troppo.


Questo sforzo non ha valore solo per il futuro turismo. Gli animali abituati possono essere osservati più da vicino e i ricercatori possono raccogliere campioni fecali e di urina per analisi genetiche, patogeni e dieta. Il Parco Nazionale di Salonga fa parte del Progetto di Diversità dei Bonobo, che raccoglie dati standardizzati in tutta la RDC. Vengono inoltre introdotti trappole fotografiche e monitoraggio acustico, con la speranza che i sistemi in tempo reale possano infine rilevare spari e guidare le pattuglie.

È fondamentale gestire attentamente i rischi per la salute. I grandi primati sono vulnerabili a malattie trasmesse dall’uomo, incluse le infezioni respiratorie. Il personale del Parco Salonga segue protocolli di screening e igiene, indossa maschere in prossimità dei bonobo e mantiene una distanza minima dagli animali. Maggiore è la vicinanza della conservazione alla fauna selvatica, maggiore è la necessità di disciplina.

Relazioni Locali e Sostenibilità del Progetto

Il progetto dimostra anche quanto la conservazione sul campo dipenda da relazioni locali solide. I gestori di Salonga hanno assunto persone del posto, inclusi ex cacciatori, il cui know-how della foresta li rende abili tracciatori. Oltre 10 persone locali sono ora impiegate nel progetto. Il personale del parco ha anche installato punti di accesso a Internet e canali di denuncia nelle comunità vicine, offrendo ai residenti un modo regolare per comunicare con la gestione.


Questo lavoro è fondamentale perché molte persone intorno a Salonga hanno a lungo associato il parco con restrizioni, enforcement e arresti legati al bracconaggio. Il turismo sui bonobo rimane una prospettiva futura. Un cambiamento immediato è che alcuni residenti vengono remunerati per conoscenze precedentemente utilizzate per la caccia, ora impiegate nella protezione dello spazio naturale.

Per i finanziatori e i pianificatori della conservazione, Salonga offre una lezione utile. Il risultato visibile potrebbe un giorno essere un visitatore che osserva i bonobo nella foresta. Il lavoro che sta dietro a questo risultato è meno evidente: tracciamento paziente, protocolli sanitari, assunzioni locali, infrastrutture di base e sufficiente continuità affinché sia le persone che gli animali possano adattarsi.

Per approfondire l’argomento, leggi l’articolo completo di David Akana qui.

Immagine di intestazione: un bonobo nel Parco Nazionale di Salonga. Immagine di Alice Péretié/Chengeta Wildlife.

Fonti: Mongabay, World Wildlife Fund, IUCN.

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Luigi Salemi: