Il governo Meloni ha impugnato la legge regionale siciliana da 40 milioni di euro destinata ai ristori per le imprese colpite dal ciclone Harry, approvata con urgenza dall’Assemblea regionale il 27 gennaio scorso. La decisione del Consiglio dei ministri, comunicata venerdì sera, ha scatenato immediatamente tensioni politiche tra Palazzo d’Orleans e il governo centrale.
Secondo Palazzo Chigi, alcune disposizioni della legge eccedono dalle competenze statutarie e risultano in contrasto con la normativa statale in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, violando l’articolo 117 della Costituzione. In termini pratici, la nota della Regione chiarisce che l’impugnativa riguarda un aspetto tecnico legato al Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e non l’impianto complessivo degli interventi varati per le aziende danneggiate.
Le opposizioni hanno immediatamente interpretato lo stop come un possibile sgambetto politico della premier Giorgia Meloni nei confronti del governatore Renato Schifani, nel pieno delle tensioni post-referendum sulla giustizia. Dal canto loro, il governo regionale parla di impugnativa esclusivamente tecnica, sottolineando la volontà di risolvere rapidamente le criticità segnalate.
Impugnativa Cdm, Palazzo d’Orléans: su Durc Stato già pronto a deroga
In merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge della Regione Siciliana n. 3 del 30 gennaio 2026, si chiarisce che l’impugnativa riguarda esclusivamente un aspetto tecnico legato alla disciplina del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e non l’impianto complessivo degli interventi varati dalla Regione per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo di gennaio.
Il rilievo è stato formulato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito delle proprie competenze in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, e si configura quindi come un’impugnativa di natura tecnica.
Lo stesso ministero, a seguito dell’interlocuzione con Palazzo d’Orléans, si è comunque impegnato a inserire, nel decreto-legge (25 del 27 febbraio scorso) attualmente in fase di conversione in Parlamento sugli aiuti disposti dal Governo nazionale per l’emergenza legata al ciclone Harry, una specifica deroga sul Durc, la cui competenza è in capo allo Stato. La deroga riguarderà le regioni maggiormente colpite dagli eventi calamitosi, ossia Sicilia, Calabria e Sardegna.
CNA Sicilia: “Serve rapidità per le imprese colpite”
Sulla vicenda è intervenuta la Cna Sicilia, che accoglie positivamente la disponibilità della Regione a risolvere la situazione, ma sottolinea l’urgenza di tempi certi. “Le imprese colpite dal ciclone Harry hanno bisogno di certezze e di tempi definiti: ogni settimana di attesa si traduce in un peso economico difficile da sostenere”, si legge nella nota dell’associazione.
Cna Sicilia ha invitato Regione e governo nazionale a trovare rapidamente una soluzione tecnica, auspicando che le questioni normative non rallentino l’erogazione dei fondi. L’associazione si dichiara pronta a collaborare e a sostenere iniziative utili ad accelerare l’iter dei ristori, garantendo un supporto concreto alle aziende e ai territori colpiti.
“Continueremo a seguire l’evoluzione della situazione con attenzione, offrendo il nostro contributo e rappresentando le esigenze delle imprese in ogni sede opportuna”, conclude la nota.
Con l’impugnativa ora all’ordine del giorno, la partita si gioca sulla capacità dei due livelli di governo di risolvere rapidamente le questioni tecniche, evitando che la burocrazia e le tensioni politiche influiscano sulla ripresa economica delle aziende siciliane già duramente colpite dal ciclone Harry.