Bioeconomia del Bacino del Congo: una spinta per la transizione verde in Africa Centrale.
La Ricchezza Ecologica del Bacino del Congo
Il Bacino del Congo, noto come il “secondo polmone della Terra”, possiede un potenziale immenso per guidare la transizione verde dell’Africa Centrale. Questa regione ospita la seconda foresta pluviale tropicale più grande al mondo e una delle maggiori riserve di acqua potabile, detenendo il 50% delle risorse idriche dell’Africa. Estendendosi su oltre 3,7 milioni di chilometri quadrati, questa area assorbe più anidride carbonica di qualsiasi altra regione, con una capacità di assorbimento annuale sei volte superiore a quella della foresta pluviale amazzonica, e si estende su sei paesi: Camerun, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Repubblica del Congo, Guinea Equatoriale e Gabon. Questa zona ecologica è un hub strategico per la bioeconomia globale emergente, ma è necessaria una transizione da industrie estrattive a economie sostenibili e basate sulla natura.
Oltre alla sua importanza ecologica, che include oltre 10.000 specie di piante, 1.000 specie di uccelli e 400 specie di mammiferi, il Bacino del Congo gioca un ruolo cruciale nella corsa globale alle miniere. Dispone di una significativa quota delle risorse strategiche del mondo, come litio, cobalto, oro e terre rare, essenziali per la transizione energetica futura. Purtroppo, la strategia economica della regione si basa spesso su un modello che estrae e spedisce, esportando materia prima senza valore aggiunto locale.
