Rassegna del Fondatore: Una serie occasionale in cui il fondatore di Mongabay, Rhett Ayers Butler, condivide analisi, prospettive e riassunti di storie.
Progetto Ambizioso per Riforestazione in Bangladesh
Bangladesh ha annunciato un ambizioso piano di piantare 250 milioni di alberi nei prossimi cinque anni. L’obiettivo principale è quello di aumentare la copertura verde, ripristinare gli ecosistemi danneggiati e sostenere gli impegni del paese in merito al clima e alla biodiversità, come riportato da Abu Siddique di Mongabay. Il governo prevede che diversi enti, tra cui ministeri, forze armate, autorità locali, scuole e gruppi di sviluppo, siano coinvolti nell’attuazione di questo progetto utilizzando i propri bilanci attuali.
La maggior parte delle piantagioni avverrà nelle 17 aree costiere del paese, dove si stima che vengano piantati 100 milioni di giovani alberi. Le autorità locali sperano che questa nuova copertura di mangrovie possa contribuire a ridurre l’erosione e fornire una protezione più efficace da cicloni e mareggiate. Altre aree mirate includono le foreste degradate nelle regioni delle colline di Chittagong, Sylhet e la centrale sal belt, dove si prevede di piantare ulteriori 50 milioni di alberi. Anche le città non saranno escluse, con un progetto che prevede la piantumazione di 12,5 milioni di alberi, mentre il resto verrà suddiviso tra sponde dei fiumi, zone umide, bordi stradali, uffici pubblici e istituzioni educative.
Selezione delle Specie e Raccolta di Piantine
Le specie di alberi da piantare saranno scelte in base alle condizioni locali. Per le aree costiere, è previsto l’uso della specie Keora (Sonneratia apetala), mentre per le foreste montane si utilizzeranno specie come il garjan (Dipterocarpus turbinatus) e altre specie adattate localmente. Per le comunità che necessitano di un ritorno economico più rapido, si prevede di piantare alberi da frutto. È importante notare che nel 2025 il Bangladesh ha vietato la piantagione di eucalipto e acacia, specie non native, a causa delle preoccupazioni riguardanti la loro invasività e il consumo idrico.
Tuttavia, una delle maggiori sfide sarà quella di fornire un numero sufficiente di piantine sane. Al momento, le vivai governative riescono a produrre circa 7,5 milioni di piantine all’anno, un numero ben al di sotto della richiesta annuale media di 50 milioni. Pertanto, si prevede che le vivai private forniscano gran parte delle piantine necessarie. Gli specialisti forestali hanno avvertito che la qualità delle piantine può variare notevolmente, e un’espansione della produzione troppo rapida potrebbe portare all’impianto di piantine deboli o all’uso di specie inadatte per determinate località.
Le piantine richiederanno anche un’adeguata irrigazione, protezione e monitoraggio durante i loro primi anni di vita, così come eventuali sostituzioni. Il governo sta sviluppando un cruscotto pubblico per registrare la specie, la posizione, la condizione e l’agenzia responsabile per ogni parte del progetto. Non è ancora stato stabilito un sistema dettagliato per la manutenzione delle piantagioni nel tempo.
Uno studio di base potrebbe contribuire a correlare le specie con le zone ecologiche e le necessità delle comunità. Stabilire contratti anticipati con le vivai potrebbe anche migliorare sia l’approvvigionamento che la qualità delle piantine. Monitorare la sopravvivenza e il recupero degli ecosistemi, insieme al numero di alberi piantati, fornirebbe indicazioni più chiare sul fatto che il programma sta aiutando il Bangladesh a rispettare il suo impegno di ripristinare il 15% degli ecosistemi degradati entro il 2030, scrive Siddique.
Il piano di riforestazione del Bangladesh rappresenta non solo un passo significativo per la salute ambientale del paese, ma anche un’opportunità per coinvolgere le comunità locali in un’iniziativa che può portare benefici economici e sociali.
Per approfondire l’argomento, leggi l’articolo completo di Abu Siddique qui.
Immagine in evidenza: Un gruppo di membri della comunità locale partecipa a un progetto di piantagione di alberi nel 2018. Immagine di UNDP Bangladesh tramite Flickr (CC BY-NC 2.0).
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