Bangladesh: l’inquietante trasformazione in discarica digitale della Cina.

Il Bangladesh e la Crescente Crisi dei Rifiuti Elettronici

Il Bangladesh sta diventando una meta di riferimento per il riciclaggio globale di rifiuti elettronici a causa dell’aumento delle importazioni e della debolezza delle normative sui prodotti elettronici importati. Le importazioni illegali e le spedizioni dichiarate erroneamente hanno trasformato il paese in un importatore netto di rifiuti elettronici. La maggior parte dei rifiuti elettronici è gestita da lavoratori informali privi di protezioni e di consapevolezza riguardo ai rischi per la salute. Senza un’applicazione rigorosa delle leggi, il Bangladesh rischia di diventare un deposito permanente per rifiuti elettronici tossici.

La crescente attenzione internazionale alle restrizioni cinesi sull’importazione di rifiuti sta facendo sì che un flusso pericoloso di rifiuti elettronici entri nel Bangladesh. Nonostante l’entrata in vigore delle Norme sulla Gestione dei Rifiuti Pericolosi (rifiuti elettronici) nel 2021, i sistemi normativi fragili e le vie di commercio illegali stanno rendendo il paese una destinazione principale per i rifiuti elettronici globali.

La Dimensione del Problema

I rifiuti elettronici, che comprendono computer, laptop, telefoni, frigoriferi e attrezzature mediche scartate, rappresentano una crisi crescente. Secondo l’Associazione dei Rivenditori di Telefoni Cellulari del Bangladesh, circa 35 milioni di telefoni cellulari vengono venduti ogni anno, con una durata media di vita di soli 2-4 anni. Di conseguenza, circa 30 milioni di dispositivi entrano nel ciclo dei rifiuti ogni anno, gran parte dei quali rimane non monitorata. La crisi è ulteriormente aggravata da un notevole incremento delle importazioni di elettronica.

Dati della Bangladesh Bank indicano che nel 2024-25 sono stati spesi più di 2,47 miliardi di dollari per le importazioni di apparecchi elettrici e accessori, di cui una parte significativa, pari a 1,8 miliardi di dollari, proveniva dalla Cina. Gli esperti avvertono che un mercato nero crescente di prodotti rigenerati sta celando l’effettiva portata della minaccia ambientale.


Il recente studio di Transparency International Bangladesh (TIB), basato su dati di importazione ed esportazione, ha rivelato che negli ultimi tre anni il Bangladesh ha importato materiali di rifiuti elettronici per un valore di circa 700.000 dollari. In questo periodo, si stima che siano stati importati illegalmente circa 14.985 tonnellate di rifiuti elettronici, ben oltre l’equivalente delle esportazioni di componenti di rifiuti elettronici, che si attestano a 4.040 tonnellate metriche di schede di circuiti stampati e rottami. Questa disparità rende il Bangladesh un importatore netto di rifiuti elettronici, con il rischio che la cifra sia sottostimata a causa di possibili misdeclare.

La Complessità della Situazione

Le importazioni di elettronica stanno raggiungendo proporzioni allarmanti, sollevando preoccupazioni significative sul ruolo del paese come “discarica” non ufficiale per i rifiuti globali. Recentemente, gli Stati Uniti hanno fornito dispositivi ottici e medici per 18,8 milioni di dollari, mentre le esportazioni di macchinari elettrici sono scese a 7,7 milioni di dollari.

Secondo un rapporto della TIB, ci sono lacune di coordinamento tra le agenzie coinvolte, e l’applicazione delle normative rimane debole a causa delle responsabilità sovrapposte e della limitata attenzione istituzionale. Inoltre, molti funzionari doganali non sono a conoscenza delle restrizioni relative agli importi di rifiuti elettronici imposte dalle attuali normative.

Le Origini del Problema

Il Dr. Shahriar Hossain, consulente senior presso l’Environment and Social Development Organization-ESDO, ha avvertito che il Bangladesh sta rapidamente diventando una discarica per rifiuti elettronici, soprattutto a causa delle importazioni dalla Cina. Circa l’80-90% dei beni elettrici ed elettronici proviene dalla Cina; questi includono molti laptop rigenerati e telefoni cellulari. Prodotti scartati, dopo rifacimenti e riparazioni, vengono esportati in Bangladesh a prezzi ridotti, entrando prevalentemente attraverso canali informali.

La ricerca del TIB sottolinea anche che le normative esistenti sui rifiuti elettronici sono più formali che funzionali. La mancanza di un sentiero chiaro per il settore della rottamazione informale, pur rappresentando un mercato attivo da decenni, dimostra l’inadeguatezza della supervisione ambientale.

Rischi Sociali e Sanitari

Secondo uno studio del 2023, i bambini che lavorano nelle aree di rifiuti elettronici presentano livelli pericolosi di piombo e cadmio nel sangue, causando danni permanenti alla salute mentale e fisica. Questo scenario si aggrava ulteriormente con la proiezione che, entro il 2060, il Bangladesh genererà circa 5,5 milioni di tonnellate di rifiuti da pannelli solari, senza che attualmente i pannelli solari e i veicoli elettrici siano considerati rifiuti elettronici dalla legge.

Il Bangladesh sta cercando di abbracciare uno sviluppo sostenibile, ma questi “veleni digitali” non controllati minacciano tale obiettivo, richiedendo azioni urgenti e riforme radicali nelle politiche doganali e di gestione dei rifiuti.

La Gestione dei Rifiuti Urbani

A livello urbano, i rifiuti elettronici rimangono al di fuori del sistema formale di gestione dei rifiuti. Sebbene le corporazioni urbane siano responsabili della gestione dei rifiuti solidi, i rifiuti elettronici non sono ancora stati integrati nel loro schema operativo. La necessità di un sistema formale di gestione dei rifiuti elettronici è cruciale, dato che trovano spazio in un vasto mercato informale che li gestisce senza alcun tipo di supervisione adeguata.

I contenuti di questo report dimostrano la necessità di sviluppare leggi più complete basate sul principio “chi inquina paga”, accompagnate da un’applicazione rigorosa delle normative sui rifiuti elettronici per garantire una gestione sicura e inclusiva.

Fonti:

  • Transparency International Bangladesh (TIB)
  • Bangladesh Bank
  • Environment and Social Development Organization-ESDO

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Luigi Salemi: