Decreti sul Crisi Idrica in Bangladesh
Nel dicembre 2025, il governo del Bangladesh ha dichiarato 25 sottodistretti nella regione nord-occidentale, nota come Barind Tract, come zone a rischio crisi idrica. Questa decisione è stata presa per affrontare l’emergente crisi del livello della falda acquifera, identificata principalmente nell’irrigazione intensiva come causa principale. Una comunicazione ufficiale ha invitato i contadini a fermare immediatamente la coltivazione del riso boro, una varietà che richiede elevate quantità d’acqua.
In un contesto in cui questa area è considerata un polo produttivo di riso, il governo ha poi riesaminato la sua posizione, consentendo temporaneamente la coltivazione del riso per evitare ripercussioni immediate sulla produzione di cibo nel paese. Gli esperti di sviluppo, tuttavia, hanno suggerito il passaggio a pratiche agricole più sostenibili, orientandosi verso colture alternative che possano contribuire a stabilizzare la falda acquifera e garantire un mezzo di sussistenza per le popolazioni locali.
La Crisi Idrica e le Risposte del Governo
La crisi idrica non è una novità per la regione del Barind Tract, ma la tempistica della dichiarazione ha creato tensioni tra il Barind Multipurpose Development Authority (BMDA) e i contadini. Il BMDA, responsabile per l’irrigazione tramite un sistema di 16.000 pozzi profondi su oltre mezzo milione di ettari, è stato costretto a sospendere i servizi di irrigazione sulla base del nuovo decreto.
Secondo la Bangladesh Water Resources Planning Organization (WARPO), sono stati identificati vari livelli di scarsità idrica in cinque sottodistretti di Chapai Nawabganj, dieci di Rajshahi e dieci di Naogaon. Un studio del 2024 ha identificato il Barind Tract come l’area più colpita dalla siccità nel paese, a causa di minori precipitazioni e dell’aumento delle temperature, il che ha portato a una significativa riduzione della vegetazione.
I dati mostrano che le precipitazioni medie annuali nella zona centrale del Barind Tract sono di 1.625 millimetri, ben al di sotto della media nazionale di 2.550 millimetri. Le tre aree centrali del Barind — Chapai Nawabganj, Rajshahi e Naogaon — sono essenziali per la produzione di riso nel paese, che cresce in tre stagioni: aush, aman e boro.
Secondo il Ministero dell’Agricoltura, nell’anno fiscale 2022-23, il Bangladesh ha prodotto circa 47 milioni di tonnellate di cereali, di cui 39 milioni di tonnellate erano riso. La varietà boro ha generato circa 21 milioni di tonnellate, mentre aman e aush hanno contribuito rispettivamente con 15 e 3 milioni di tonnellate. Ciò ha portato a una produzione combinata di 1,4 milioni di tonnellate di boro nei tre distretti chiave del Barind Tract.
Gli esperti avvertono che la decisione improvvisa di fermare la produzione di riso in questa parte del paese potrebbe avere gravi conseguenze per la sicurezza alimentare del Bangladesh, influenzando negativamente circa 7 milioni di persone nelle zone di Rajshahi, Chapainawabganj e Naogaon. È fondamentale trovare strategie alternative prima di istituire un divieto totale sulla produzione di riso.
Nuove Pratiche Agricole e Sostenibilità
Negli ultimi anni, i coltivatori nella regione stanno gradualmente cambiando le loro pratiche agricole, passando dal riso a coltivazioni di ortaggi e frutta che richiedono meno irrigazione. Questo cambio di rotta è stato supportato da enti governativi e organizzazioni non governative. Ad esempio, BRAC ha avviato progetti pilota per introdurre colture come zenzero, cipolle, patate e altre verdure.
In parallelo, si sta esplorando l’opzione dell’allevamento di bestiame, sia a livello familiare che commerciale. Ahsan Uddin Ahmed, del gruppo di ricerca agraria e cambiamento climatico, ha dichiarato che l’allevamento di bovini per la produzione di latte potrebbe essere una soluzione sostenibile, se accompagnato da adeguati sistemi di approvvigionamento e stoccaggio del latte nella regione.
Inoltre, l’implementazione di tecnologie innovative, come il metodo di inondazione alternata, potrebbe ridurre significativamente la richiesta d’acqua per la coltivazione del riso, fino al 30% rispetto alle pratiche attuali.
Le sfide per la sicurezza alimentare e la sostenibilità idrica in Bangladesh rimangono complesse, ma con l’adozione di politiche agricole più flessibili, l’istruzione dei contadini e l’innovazione nelle tecniche di coltivazione, ci sono buone possibilità di bilanciare le esigenze idriche con la produzione alimentare.
Fonti:
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