Aziende malaysiane prevalgono nei permessi di disboscamento in PNG, secondo un rapporto.

Permessi di Conversione Territoriale in Papua Nuova Guinea: Un Problema Mediatico

Un recente rapporto ha rivelato che 65 dei 67 permessi di conversione dei terreni concessi dal governo della Papua Nuova Guinea (PNG) sono controllati da aziende legate alla Malaysia. Questi permessi, ufficialmente noti come Forest Clearing Authorities (FCA), sono stati presentati come strumenti per creare posti di lavoro sostenibili tramite agricoltura e altri progetti di sviluppo. Tuttavia, ci sono forti critiche secondo cui questi permessi favorirebbero principalmente l’abbattimento su larga scala delle foreste e l’esportazione di legname.

In risposta a ripetute segnalazioni di abusi, nel 2023 il governo della Papua Nuova Guinea ha imposto una moratoria su nuovi FCA, ma le esportazioni da progetti esistenti continuano. I 65 permessi analizzati nel rapporto coprono circa 1,68 milioni di ettari di foreste pluviali, di cui l’88% è classificato come “foresta non disturbata”.

La Biodiversità delle Foreste Pluviali

Le foreste pluviali della Papua Nuova Guinea si estendono su 28,2 milioni di ettari e sono tra le più biodiversificate del mondo. Si stima che ospitino dal 5 all’8% di tutte le specie viventi. Anche se esistono leggi che dovrebbero garantire che i proprietari terrieri tradizionali mantengano il controllo sui loro territori, la Papua Nuova Guinea è anche sede di un importante commercio di legname. Questo mercato è spesso dominato da aziende straniere, il cui profitto è concentrato nelle mani di pochi.

Un rapporto recente di RimbaWatch, un’organizzazione di ricerca e advocacy con sede a Kuala Lumpur, ha analizzato come i permessi FCA facilitino la deforestazione nella PNG, sottolineando il ruolo predominante delle imprese malaysiane nel commercio di legname.


I Permessi FCA e il Controllo Malese

L’attenzione del rapporto è rivolta alle FCA, permessi rilasciati dall’Autorità forestale della Papua Nuova Guinea (PNGFA), che consentono la conversione su larga scala delle foreste naturali per l’agricoltura o altri progetti di sviluppo del territorio. Sebbene il fine dichiarato di questi permessi sia quello di generare posti di lavoro sostenibili, le critiche sollevate puntano a un uso improprio che ha portato a una deforestazione massiva.

Nel 2024, un terzo del legname esportato dalla Papua Nuova Guinea proveniva da aziende che operano con un permesso FCA. RimbaWatch ha scoperto che 65 dei 67 permessi attivi sono controllati da aziende registrate in Malaysia o appartenenti a soci maggioritari malaysiani. Adam Farhan, direttore di RimbaWatch, esprime preoccupazione per l’influenza sproporzionata che la Malaysia esercita sull’industria del legno di Papua Nuova Guinea.

Abusi e Danni Ambientali

La ricerca di RimbaWatch evidenzia come i permessi FCA abbiano portato a un’estrazione insostenibile delle risorse forestali. Le aziende coinvolte denunciano pratiche di disboscamento indiscriminato, spesso senza il consenso delle comunità locali. Samuel Kime, un proprietario terriero e attivista, ha dichiarato che queste pratiche hanno portato a inquinamento di fiumi e aree di pesca nelle comunità, compromettendo così le fonti di sostentamento delle popolazioni locali.

Le aziende di legname con permessi FCA continuano le operazioni di disboscamento, e molti proprietari terrieri si trovano costretti a firmare accordi di progetto che non comprendono pienamente a causa della barriera linguistica e della mancanza di informazioni chiare.


Esportazioni e Implicazioni Legali

Secondo il rapporto, circa il 90% del legno della Papua Nuova Guinea è destinato all’esportazione verso la Cina. Ciò è dovuto alla limitata disponibilità di altri mercati per i prodotti legnosi a meno che non siano legalmente riconosciuti. Nonostante il tentativo del Primo Ministro James Marape di fermare le esportazioni di legna grezza, le aziende continuano a operare, e le misure di moratoria del 2023 non hanno avuto impatti significativi sul commercio legnoso.

Kime e altri membri della comunità stanno seguendo un procedimento legale contro le aziende di legname malaysiane, sperando che una sentenza positiva possa stabilire un precedente per altri proprietari terrieri in Papua Nuova Guinea.

Verso un Futuro Sostenibile

L’analisi di RimbaWatch sottolinea l’importanza di una maggiore trasparenza e responsabilità sia da parte del governo della PNG che delle aziende coinvolte nel commercio del legname. Esse dovrebbero rispettare le normative in materia di responsabilità sociale d’impresa e diritti umani. È cruciale che le istituzioni finanziarie adottino politiche di “zero disboscamento”.

Facendo leva su queste tematiche, le comunità custodi della terra, come quella di Kime, possono cercare di garantire un futuro più sostenibile e responsabile per le risorse forestali della Papua Nuova Guinea.

Fonti ufficiali

  • RimbaWatch Report
  • Papua New Guinea Forest Authority (PNGFA)
  • Conservation Organizations publications

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Luigi Salemi: