Rischi Ambientali in Sudafrica a Causa di Attività Minerarie Inesperte
La provincia del Northern Cape, in Sudafrica, è una regione remota e semiarida che sta affrontando gravi rischi ambientali a causa della richiesta di un’azienda mineraria poco esperta. Questa impresa desidera esplorare per estrarre minerali fondamentali per il settore dell’energia rinnovabile. I gruppi ambientalisti hanno sollevato preoccupazioni riguardo agli studi di valutazione dell’impatto ambientale, definiti “eccezionalmente scadenti”, evidenziando così la mancanza di pianificazione e considerazione che potrebbero aggravare i danni all’ambiente e alle comunità locali. Gli impatti potenziali includono la contaminazione delle acque sotterranee in una regione già a corto d’acqua e il rischio di polveri radioattive che contamineranno suolo e risorse idriche.
L’azienda che ha presentato domanda per l’esplorazione di sette aree nella provincia è stata registrata solo nel 2023 e non ha alcuna esperienza pubblica come compagnia mineraria.
Il Prezzo dell’Esplorazione Mineraria per la Biodiversità
Le domande presentate da Umboso, un gruppo minerario sconosciuto di Johannesburg, per esplorare minerali cruciali all’interno della provincia del Northern Cape, compresa la zona cuscinetto di una riserva naturale, hanno suscitato la preoccupazione di ambientalisti e attivisti. Questi avvertono che la regione, già conosciuta globalmente per la sua biodiversità unica e per gli ecosistemi eccezionali, rischia di essere trattata come un deserto sterile.
Tra i minerali che Umboso desidera esplorare ci sono il cobalto, essenziale per la produzione di batterie al litio, il minerale di ferro utilizzato nella produzione di acciaio, il gallio e il germanio, impiegati nella fabbricazione di pannelli e celle solari, nonché l’uranio e le terre rare necessarie per i magneti delle turbine eoliche. La prospectazione mineraria potrebbe trasformare il Northern Cape in un “Far West” per le industrie estrattive, ha dichiarato Liziwe McDaid, responsabile strategica presso l’organizzazione di giustizia ambientale Green Connection, che ha già portato a termine vari procedimenti legali contro la prospectazione mineraria in tutto il paese.
Le autorizzazioni di Umboso prevedono scavi di 20 enormi fossati e perforazioni di 150 pozzi per un periodo che va da quattro a otto mesi. Questi pozzi sono progettati per pompare aria nel sottosuolo e portare in superficie rocce da analizzare. Wendy Pekeur, direttrice dell’Ubuntu Rural Women and Youth Movement, ha sottolineato che la perforazione presenta sempre il rischio di contaminazione delle preziose risorse idriche. In una provincia afflitta dalla siccità, dove le falde acquifere sono l’unica fonte d’acqua per oltre 465.000 persone, tali pratiche potrebbero avere conseguenze devastanti.
Le problematiche emerse nelle documentazioni per l’esplorazione di Gamsberg danno luogo a preoccupazioni.
Pekeur ha sottolineato che il rapporto di scoping non pone sufficiente enfasi sul fatto che l’attività si svolgerà in una regione a scarsità idrica. La documentazione afferma che l’acqua necessaria per le attività di prospezione sarà acquistata da proprietari terrieri locali o dall’amministrazione comunale. “Il Northern Cape è la provincia più calda e secca del Sudafrica. In passato abbiamo visto come le miniere utilizzano talmente tanta acqua che i residenti si ritrovano senza nulla,” ha dichiarato.
Inoltre, Gwendolyn Wellman, valutatore indipendente di impatti sociali, ha descritto il rapporto di scoping di Gamsberg come di “qualità eccezionalmente scarsa.” Se approvato dal governo, questo documento indicherebbe che l’area diventerà una zona sacrificabile, e la sua popolazione sosterrà costi ambientali e sociali sproporzionati affinché altri possano trarre profitto.
Uno dei motivi di preoccupazione è la ricerca di minerali radioattivi come uranio, torio e monazite, che renderebbe necessaria una valutazione dell’impatto da radioattività.
Le segnalazioni ambientali emanate dal rapporto di scoping hanno messo in luce la fragilità degli ecosistemi locali. Queste aree ospitano almeno 6.000 specie di piante uniche, sviluppatesi nel corso di millenni per adattarsi all’aridità del deserto.
Il gruppo non profit Protect the West Coast ha criticato l’iniziativa di Umboso di aprire questa zona ecologicamente sensibile all’attività mineraria. Secondo essa, la documentazione presentata dimostra una mancanza di pianificazione adeguata. La riabilitazione della terra dopo la prospectazione richiederebbe un’attenta rimozione e riposizionamento del terreno vegetale, l’installazione di barriere contro il vento e la raccolta di grandi quantità di semi di piante indigene per il reimpianto.
Anche Sabelo Mnguni, coordinatore nazionale del Mining Affected Communities United in Action (MACUA), ha espresso opposizione alle domande di mining, evidenziando che le comunità del Northern Cape usano tradizionalmente le terre comuni per il pascolo e la raccolta di piante indigene. “Una volta che il territorio comune viene perforato e distrutto, le comunità incontrano enormi difficoltà nel ricevere un risarcimento o un rimedio”, ha affermato.
In Sudafrica, i diritti minerari sono di proprietà statale e le compagnie minerarie generalmente non necessitano del consenso delle comunità locali per operare, salvo che in casi di diritti informali o consuetudini stabilite.
La questione della giustizia ambientale e della protezione delle risorse naturali continua, poiché il futuro di diverse comunità e della biodiversità della regione è in gioco.
Fonti ufficiali:
– Green Connection (greenconnection.org)
– Minerals Council of South Africa (mineralscouncil.org)
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