Australia ha fondi per proteggere la natura, ma non li sta investendo, avverte l’esperto.

La Biodiversità Unica dell’Australia

L’Australia è famosa per la sua biodiversità eccezionale, che ospita una vasta gamma di specie animali e vegetali. Questo continente è l’unico habitat per molte creature iconiche come i canguri, i koala e i ornitorinchi. Le piante, tra cui la waratah e il kangaroo paw, contribuiscono ulteriormente a rendere unica la flora australiana. Secondo Euan Ritchie, professore di ecologia della fauna selvatica presso l’Università Deakin, è fondamentale che la comunità internazionale eserciti maggior pressione su questa nazione affinché adotti misure più efficaci per la conservazione della biodiversità.

Il governo australiano afferma di essere sulla buona strada per raggiungere molti obiettivi stabiliti dal Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework, un accordo internazionale volto a fermare e invertire il declino della biodiversità entro il 2050. Tuttavia, Ritchie sottolinea che l’Australia sta fallendo in modo drammatico rispetto a questi obiettivi. Con oltre 2.200 specie minacciate di estinzione e ecosistemi in collasso, la situazione è preoccupante. Si segnala infatti un totale di 17 ecosistemi in crisi all’interno del paese e altri due nelle regioni sub-antartiche e antartiche.


Investimenti nella Conservazione della Natura

Un’altra questione cruciale riguarda i fondi dedicati alla conservazione della natura. Ritchie e altri esperti in materia affermano che un investimento del 1% del bilancio federale annuale, equivalente a circa 7 miliardi di dollari australiani (5 miliardi di dollari statunitensi), sarebbe sufficiente a proteggere le specie minacciate e a salvaguardare gli ecosistemi. Attualmente, però, il bilancio annuale del governo destina solo lo 0,06% alla conservazione della natura, una cifra che è destinata a diminuire nel prossimo futuro.

“Mentre il governo destina più di 26 miliardi di dollari australiani (19 miliardi di dollari americani) all’anno per sostenere settori inquinanti come i combustibili fossili, non possiamo ignorare il deficit di fondi per la conservazione,” commenta Mike DiGirolamo, presentatore di Mongabay’s Newscast. Ritchie propone che invece di intraprendere complesse manovre, come la creazione di un mercato volontario per la biodiversità, l’Australia dovrebbe semplicemente sfruttare le proprie risorse finanziarie per finanziare la conservazione, un passo che ritiene alla portata della nazione.


In aggiunta a queste preoccupazioni, le indagini condotte dal Biodiversity Council rivelano che il 95% degli australiani intervistati sostiene un aumento della spesa governativa per l’ambiente. Ritchie afferma: “L’Australia è una nazione sovrana e ricca. Se desideriamo finanziare un’iniziativa importante, il governo potrebbe farlo immediatamente.” La chiave rimane quindi la volontà politica di agire.

Rimanere in silenzio non è un’opzione; le evidenze parlano chiaro. Le specie minacciate, come il koala, sono ora in pericolo negli stati del Queensland e del New South Wales e nel Territorio della Capitale Australiana. Senza interventi rapidi e adeguati, la fauna e la flora uniche del paese potrebbero subire danni irreparabili. Pertanto, è essenziale che Australia e comunità internazionale adottino misure concrete per proteggere la biodiversità e garantire un futuro sostenibile.

La visione di Ritchie è chiara: l’Australia ha le capacità e le risorse per affrontare le sfide attuali. “Se mettiamo in primo piano la biodiversità, possiamo non solo salvare le specie, ma anche tutelare l’ecosistema che regola molte funzioni vitali per il nostro pianeta.” A questo punto, si tratta di decisioni strategiche e di un rinnovato impegno verso un’Australia più sostenibile.

Fonti: Mongabay, Biodiversity Council, Euan Ritchie, Deakin University

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Luigi Salemi: