Avviso all’Australia: Prima Morti di Uccelli Marini da Influenza Aviaria
L’Australia ha ufficialmente confermato il primo caso di mortalità di massa tra gli uccelli marini nativi causato dalla temuta variante H5N1 dell’influenza aviaria. Questa situazione allarmante si è manifestata il 1° agosto, quando le autorità hanno registrato casi positivi tra 49 esemplari di sterne crestate maggiori (Thalasseus bergii) ritrovati morti e 35 esemplari malati a Baudin Rocks, un’isola a circa 5 chilometri dalla costa sud-est dell’Australia, vicino a Cape Jaffa.
L’influenza aviaria H5 ha già causato la morte di milioni di uccelli selvatici e di animali domestici in tutto il mondo. La variante H5 è stata identificata per la prima volta sulle coste australiane alla fine di giugno, riguardando due uccelli marini migratori: uno skua bruno (Stercorarius antarcticus) e un petrello gigante settentrionale (Macronectes halli).
Dati allarmanti sull’influenza aviaria in Australia
Dal 3 agosto 2026, l’Australia ha registrato 78 casi confermati di influenza aviaria H5 in uccelli marini in cinque stati, con 58 di questi casi segnalati solo in Australia Meridionale e 10 in Australia Occidentale. Oltre alle sterne crestate maggiori, è stata anche confermata la presenza del virus in gabbiani argentati (Chroicocephalus novaehollandiae), un comune uccello marino nativo australiano.
La Ministra Federale dell’Agricoltura, Julie Collins, ha confermato i risultati, specificando che la mortalità di massa era attesa, dato che il virus sta prendendo piede nell’ambiente. “Purtroppo, sappiamo che una volta che l’influenza aviaria H5 inizia a diffondersi nella fauna selvatica, evitare perdite significative diventa impossibile,” ha dichiarato Collins durante una conferenza stampa.
Le parole del Chief Veterinary Officer dell’Australia Meridionale, Skye Fruean, riguardo al caso di Baudin Rocks, sono state di allerta: “Abbiamo sempre saputo che questo sarebbe accaduto prima o poi; sfortunatamente, sembra che stia aumentando rapidamente.”
Piani di gestione nazionale e sfide da affrontare
Nonostante l’attivazione dei piani di gestione nazionali, accompagnati da finanziamenti per milioni di dollari, la diffusione del virus rimane difficile da controllare. Il Ministro Federale per l’Ambiente, Murray Watt, ha sottolineato la realtà del problema: “Non puoi fermare gli uccelli nativi e selvatici dal volare… questo significa che assisteremo a ulteriori eventi di mortalità di massa come quello che stiamo osservando ora.”
L’infezione dei gabbiani argentati destano particolare preoccupazione, poiché questi uccelli si muovono tra spiagge, città, discariche, zone umide e corsi d’acqua interni. Jane Younger, professoressa senior di ecologia dei vertebrati dell’Oceano Meridionale presso l’Istituto di Studi Marini e Antartici dell’Università della Tasmania, avverte in un articolo pubblicato su The Conversation sulle implicazioni che questo virus potrebbe avere sugli ecosistemi locali.
In particolare, cinque sterne infette sono state confermate a Seal Bay, un’importante area di nidificazione per il raro leone marino australiano (Neophoca cinerea). Younger sottolinea che “i leoni marini australiani e le foche grigie nidificano in colonie dense, dove le malattie potrebbero diffondersi rapidamente”.
Azioni da intraprendere per proteggere la fauna selvatica
Secondo il governo australiano, finora non sono state registrate segnalazioni di virus influenzale nei pollami o nell’industria agricola più ampia, e non ci sono prove di decessi su larga scala in questi ambiti. Le autorità stanno esortando la popolazione a evitare di toccare la fauna selvatica malata o morta e a segnalare avvistamenti all’Emergency Animal Disease Hotline.
Le precauzioni e le misure preventive si rendono essenziali in questo periodo critico per la salute degli uccelli marini e la biodiversità dell’Australia. È fondamentale rimanere informati e seguire le direttive delle autorità per tutelare la fauna selvatica e la salute pubblica.
Ulteriori aggiornamenti provenienti da fonti ufficiali come il Ministero dell’Agricoltura e il Ministero dell’Ambiente dell’Australia sono attesi nei prossimi giorni, mentre il paese continua a monitorare la situazione con attenzione.
Per maggiori dettagli e aggiornamenti, si consiglia di consultare i report ufficiali del Ministero dell’Agricoltura dell’Australia e ABC News.
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