Lo sfruttamento minerario e i diritti umani: un settore in crescita e crisi
Negli ultimi anni, Stati Uniti e Unione Europea hanno intensificato gli sforzi per assicurarsi i minerali necessari a una transizione energetica pulita. Le autorità hanno accelerato nuovi progetti e stipulato accordi con vari paesi per garantire l’accesso a minerali come rame, cobalto, litio e altri, essenziali per la produzione di pannelli solari, turbine eoliche, batterie e tecnologie correlate. Tuttavia, con l’aumento degli investimenti, cresce anche il conflitto nel settore minerario.
Secondo il rapporto pubblicato dal Business and Human Rights Centre, è aumentato il numero di denunce di abusi legate all’estrazione di minerali critici. Nel 2025, l’ONG ha esaminato 299 operazioni minerarie e i loro proprietari, registrando 329 segnalazioni di abusi, un incremento significativo rispetto alle 156 dell’anno precedente. Le denunce sono aumentate in tutte le regioni del mondo, ma il Sud America ha subito il colpo più duro, con 447 accuse dal 2010.
Minacce e abusi nei settori minerari
Le accuse di abusi nel Sud America riguardano principalmente minacce alle comunità indigene e un disprezzo sistematico per il processo di Consenso Libero, Preventivo e Informato (FPIC). Questo processo prevede che i residenti siano consultati e approvino un progetto minerario prima della sua attuazione. Le operazioni minerarie pongono inoltre un grave rischio per la salute dei bacini idrici circostanti, poiché spesso smaltiscono rifiuti minerari e acqua utilizzata per l’estrazione.
Esempi concreti includono la miniera di litio Cauchari-Olaroz in Argentina, la quale ha interrotto i cicli naturali dell’acqua, minacciando di salinizzare le zone umide andine e i territori indigeni. Ѐ emerso, inoltre, che la miniera di rame Ariana in Perù mette a repentaglio l’accesso all’acqua potabile per oltre 10 milioni di persone, interrompendo le infrastrutture che forniscono acqua a Lima e Callao. Anche per questo progetto, l’azienda Alpayana non ha fornito commenti al riguardo.
A Ecuador, il progetto Curipamba–El Domo ha generato proteste da parte delle comunità locali, le quali affermano di non essere state consultate adeguatamente riguardo ai rischi legati all’estrazione. Diversi residenti sono stati accusati di diffamazione e i loro conti bancari sono stati congelati, secondo quanto riportato dalla Commissione Ecumenica per i Diritti Umani.
L’aumento delle denunce non è limitato al Sud America. In Africa, le segnalazioni di abusi sono salite da 45 nel 2024 a 100 lo scorso anno, in gran parte a causa delle condizioni di lavoro precarie in miniere della Repubblica Democratica del Congo (RDC), Zambia e Guinea. Solo la RDC ha registrato 56 delle 100 accuse di abusi nel corso dell’anno.
Un caso emblematico è il crollo della miniera di rame Sino-Metals Leach in Zambia, dove si stima che 50 milioni di litri di materiale tossico siano stati rilasciati in un corso d’acqua, mettendo in pericolo l’acqua potabile e l’ecosistema locale. A seguito di ciò, 176 residenti hanno avviato una causa legale con l’assistenza del Southern Africa Litigation Centre, un gruppo di advocacy legale senza scopo di lucro.
“Per troppo tempo, le grandi aziende minerarie hanno inquinato impunemente, mentre le famiglie normali pagano il prezzo con la propria salute e il proprio benessere,” ha dichiarato Anneke Meerkotter, direttrice esecutiva del centro, sottolineando la necessità di cambiamenti radicali nel settore.
Anche in Asia e nel Pacifico sono state registrate 62 segnalazioni di abusi nel 2025, un aumento del 121% rispetto all’anno precedente. In Nord America, Centro America e nei Caraibi, le accuse sono state 35, con un incremento del 106%.
Il rapporto invita le aziende a impegnarsi per garantire il rispetto dei diritti umani e degli standard ambientali, anche nei paesi in cui questi non sono presenti. Le compagnie dovrebbero coinvolgere le comunità locali in modo trasparente durante l’intero ciclo dell’operazione, applicando il FPIC per mantenere i residenti informati e partecipi.
L’integrazione di politiche di condivisione dei benefici è altresì fondamentale per garantire che i progetti minerari creino opportunità sostenibili non solo per i lavoratori e i loro sindacati, ma anche per le comunità indigene. La crescente evidenza di abusi nei settori minerari non è solo un problema etico, ma rappresenta anche un rischio finanziario per le aziende stesse. Ignorare i diritti umani e le questioni ambientali non porta risparmi, bensì porta a ulteriori problemi a lungo termine.
Fonti ufficiali:
– Business and Human Rights Centre
– Natural Resource Governance Institute
– Southern Africa Litigation Centre
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