Aumenta il rischio di collisioni tra navi e balene a causa dei nuovi percorsi marittimi.

Colpi di Navi e Balene: Un Problema Emergente in Sudafrica

In un recente studio, i ricercatori hanno esaminato il legame tra l’aumento del traffico marittimo nelle acque sudafricane e le collisioni tra le balene e le navi. La ricerca ha coinvolto sei specie di balene che si trovano in acque costiere e offshore, rivelando una significativa sovrapposizione spaziale tra gli habitat delle balene e il traffico marittimo. Questo rende urgente l’adozione di misure di protezione.

Attualmente, il governo sudafricano, l’Organizzazione Marittima Internazionale e diversi scienziati stanno collaborando per sviluppare strategie atte a ridurre i rischi di collisioni con le balene. La possibilità di deviare il traffico navale è limitata, poiché mancano dati sufficienti per mappare la distribuzione spaziale delle balene che si trovano più lontano dalla costa.


Incidenti Preoccupanti sulle Coste Sudafricane

Nel mese di aprile di quest’anno, due balene di Bryde sono state ritrovate morte sull’isola Dyer, una piccola riserva naturale a pochi chilometri dalla costa di Gansbaai, nella provincia del Capo Occidentale del Sudafrica. Entrambe le balene presentavano gravi lesioni; le loro vertebre erano fratturate.

“Era chiaro che si trattava di colpi di navi, poiché entrambe le balene erano spezzate a metà, e si possono vedere anche i segni dell’elica,” ha dichiarato Loraine Shuttleworth, responsabile della ricerca presso il Dyer Island Conservation Trust. Il numero di spiaggiamenti di balene in un solo mese è preoccupante e rappresenta un aumento rispetto a quanto si osserva normalmente.

Recenti valutazioni del rischio hanno correlato l’aumento degli incidenti con il traffico marittimo nelle acque sudafricane. Le compagnie di navigazione hanno deviate le rotte delle loro navi intorno al Capo di Buona Speranza a causa degli attacchi dei ribelli Houthi sulle navi nel Mar Rosso e della recente crisi al Passaggio di Hormuz.

Con il crescente traffico marittimo, cresce anche la minaccia per le specie marine, le quali sono a rischio di collisioni con navi grandi e veloci.


Dal dicembre 2023 al dicembre 2024, il numero di navi di grandi dimensioni che navigano nelle acque sudafricane a velocità medie superiori alle 15 nodi (28 chilometri all’ora) è aumentato di quattro volte, come riportato da dati satellitari. Durante un volo per Cape Town nel 2025, la scienziata Els Vermeulen dell’Università di Pretoria ha notato l’enorme afflusso di navi.

“Era una bella giornata e c’erano così tante imbarcazioni. Ho pensato: dobbiamo davvero indagare su questo,” ha detto Vermeulen.


Misure Necessarie per Proteggere le Balene

Vermeulen è ora un punto di riferimento per il collegamento tra esperti e per implementare misure di sicurezza mirate alla prevenzione di incidenti come quelli che hanno coinvolto le balene di Bryde. Il primo passo è stato confermare il problema. Ha collaborato con colleghi, autorità e organizzazioni di conservazione per analizzare cosa potesse significare l’aumento del traffico navale per le balene.

Utilizzando dati di tracciamento delle navi forniti da Global Fishing Watch, il team di Vermeulen ha combinato i registri di movimento delle navi con modelli di distribuzione delle specie. Hanno focalizzato l’attenzione su sei specie di balene, incluse le balene di Bryde (Balaenoptera edeni), mappando le sovrapposizioni tra il traffico marittimo e gli habitat delle balene.

Nel mese di aprile, Vermeulen ha presentato uno studio preliminare alla Commissione Internazionale per la Caccia alle Balene (IWC). Ha sottolineato che non è necessario conoscere il numero esatto di balene colpite dalle navi per concludere che il rischio aumenta con la presenza di più imbarcazioni negli habitat delle balene.


L’obiettivo è avviare una discussione più ampia su linee guida per le navi operanti nelle acque sudafricane, anche se inizialmente le misure saranno volontarie. Vermeulen sta collaborando con il governo sudafricano e altri portatori d’interesse per promuovere l’elaborazione di linee guida nazionali per le compagnie marittime, basate sulle migliori pratiche internazionali, in particolare quelle sviluppate dall’Organizzazione Marittima Internazionale.

Una delle misure più importanti sarebbe l’imposizione di limiti di velocità, come il limite a 10 nodi (18,5 km/h) attualmente in vigore lungo la costa est degli Stati Uniti per ridurre le collisioni con le balene nordatlantiche (Eubalaena glacialis).

Attualmente in Sudafrica non esistono limiti di velocità obbligatori né linee guida per mitigare il problema. Più veloce viaggia una nave, maggiore è la probabilità che una collisione risulti fatale per la balena.

Fonti ufficiali come il Dipartimento delle Foreste, della Pesca e dell’Ambiente (DFFE) hanno confermato che si stanno svolgendo discussioni in merito. “Els Vermeulen e funzionari del DFFE collaborano strettamente su vari temi di ricerca sulle balene,” ha affermato il portavoce Zolile Nqayi.


Il traffico navale non influisce solo sulle balene, ma anche su altre specie marine, incluso il pinguino africano (Spheniscus demersus) in pericolo critico. Le recenti morti di balene suggeriscono che gli incidenti stiano diventando più frequenti. L’implementazione di misure come la sorveglianza a bordo delle navi potrebbe rivelarsi fondamentale per ridurre il rischio di collisioni.

In sintesi, proteggere le balene richiede un coordinamento tra scienziati, governi e compagnie di navigazione. Sviluppare linee guida praticabili e implementarle possiamo ridurre il rischio di incidenti e garantire un habitat sicuro per le balene e altre specie marine.

Per ulteriori informazioni e studi sul tema, si possono consultare le risorse fornite da Global Fishing Watch e il Dipartimento delle Foreste, della Pesca e dell’Ambiente.

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Luigi Salemi: