Attacco letale nel Parco Nazionale Virunga: uccisi due ranger da uomini armati.

Attacco Fatale nel Parco Nazionale Virunga

Due ranger sono stati uccisi nel Parco Nazionale Virunga, nella Repubblica Democratica del Congo, in un attacco letale che evidenzia la grave violenza che affligge la regione. Fonti del parco hanno riportato che un gruppo di uomini armati ha aperto il fuoco su un posto di controllo a Kamuhororo, sulla sponda meridionale del Lago Edward, all’interno del parco, all’alba del 21 maggio. I ranger Kasereka Valyathire Baraka, di 35 anni, e Munguakonkwa Mihigo Jacques, di 34 anni, erano in servizio al momento dell’attacco e sono stati entrambi uccisi.


Questo tragico evento mette in evidenza i rischi estremi che affrontano gli operatori della conservazione nell’est della Repubblica Democratica del Congo. L’instabilità nella regione deriva da conflitti sovrapposti tra gruppi ribelli, tra cui M23, Mai-Mai e numerose milizie. Il Parco Nazionale Virunga ha registrato più morti tra i ranger rispetto a qualsiasi altra area protetta del paese, rendendolo uno dei posti di conservazione più pericolosi al mondo.

Un Sito Patrimonio dell’Umanità

Virunga non è solo un’area di alta biodiversità, ma è anche un Sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO, casa di due specie di grandi primati: i gorilla orientali (Gorilla beringei) e gli scimpanzé (Pan troglodytes). Quella che si sta presentando è una crisi non solo di sicurezza, ma anche di protezione della biodiversità. Le autorità del parco non hanno ancora identificato gli assalitori, ma l’ufficio provinciale dell’Istituto Congolese per la Conservazione della Natura (ICCN) ha definito l’attacco “odioso e inaccettabile”.


Emmanuel de Merode, direttore del Parco Nazionale Virunga, ha rilasciato una dichiarazione, chiedendo “un’indagine approfondita e urgente per portare i colpevoli e i loro sponsor di fronte alla giustizia”.
Questo attacco non è un caso isolato; oltre 200 ranger hanno perso la vita nel Parco Nazionale Virunga nell’ultimo secolo. Le forze di sicurezza nella regione sono spesso in inferiorità numerica rispetto ai gruppi armati.

Esiste anche una certa ostilità nei confronti del parco da parte di alcuni settori della popolazione locale. Le autorità affermano che Virunga e altre aree protette possono avere successo solo se riescono a generare un’economia basata sulla conservazione che possa sostituire quella basata sulla guerra, da cui dipendono molti gruppi armati. “Se la conservazione crea difficoltà, non funzionerà”, ha dichiarato De Merode. “Non possiamo dire alla gente di non usare le risorse naturali senza offrirgli un’alternativa”, ha aggiunto, riferendosi agli sforzi del parco per sostenere mezzi di sussistenza alternativi per le comunità circostanti.


Mongabay ha documentato la violenza in corso nel Parco Nazionale Virunga e nei suoi dintorni per oltre un decennio. Nonostante le ultime perdite, i funzionari hanno ribadito la loro determinazione a continuare a proteggere Virunga. In una dichiarazione rilasciata, i responsabili del parco hanno sottolineato “la loro incrollabile determinazione a continuare la missione di conservare e preservare il patrimonio naturale congolese, qualsiasi siano le minacce e le prove”.

I ranger, spesso eroi silenziosi, stanno combattendo non solo per la sopravvivenza della fauna selvatica, ma anche per la sicurezza e il futuro delle comunità locali. La loro missione è essenziale in un contesto dove la violenza è all’ordine del giorno e le risorse naturali sono costantemente minacciate. Come affermato da fonti ufficiali, la situazione in Virunga richiede un’attenzione internazionale per garantire la sicurezza dei ranger e il futuro biodiverso dell’area.

Le autorità locali e internazionali dovranno lavorare insieme per affrontare le sfide in corso, mentre i ranger continuano a mettere in gioco la loro vita per salvaguardare uno dei patrimoni naturali più preziosi del mondo.

Fonti: Mongabay, UNESCO

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Luigi Salemi: