Arrestato sospetto, prosegue la caccia all’uomo per i 3 tonnellate di squame di pangolino a Jakarta.

Sequestro di 3 tonnellate di squame di pangolino a Giacarta

Le autorità indonesiane hanno avviato azioni legali contro un individuoa e stanno cercando almeno altri due sospetti, compreso un cittadino vietnamita, dopo il sequestro di 3 tonnellate di squame di pangolino al porto di Tanjung Priok di Giacarta. L’operazione, avvenuta a febbraio, ha visto confiscati beni per un valore stimato di circa 10 milioni di dollari. Questo rappresenta uno dei più grandi sequestri di traffico di fauna selvatica mai registrati in Indonesia. Le squame erano nascoste in un container spedito verso la Cambogia, dichiarato come un carico di cetrioli di mare.

Le indagini della direzione forestale dell’Indonesia hanno portato all’arresto di un sospetto, identificato come Tonni, che si trova attualmente in detenzione a Giacarta. Bambang Ari Wibowo, un investigatore del ministero delle Foreste, ha recentemente dichiarato che Tonni ha ammesso di essere a conoscenza del fatto che la merce da spedire era costituita da squame di pangolino, circostanza confermata anche da testimoni.


Le accuse e l’indagine in corso

Tonni è stato accusato ai sensi della legge indonesiana sulla conservazione della fauna selvatica per traffico illegale di specie protette, un reato che prevede una pena massima di 15 anni di prigione e multe che possono variare dai 200 milioni ai 5 miliardi di rupiah (circa 11.000 – 276.000 dollari). Oltre a questo, le autorità stanno esaminando il ruolo di due aziende, PT Viena Trans Mandiri e PT Temu Satu Rasa, che hanno facilitato il processo di sdoganamento e esportazione.

Mentre gli investigatori sono attivamente alla ricerca di due uomini sospettati di aver orchestrato la spedizione, uno di loro non ha risposto a ripetuti avvisi e il suo indirizzo registrato risulta vuoto, mentre il secondo è rimasto irrintracciabile. Bambang ha evidenziato che il secondo uomo è un cittadino vietnamita e sembra avere una conoscenza più profonda dell’operazione. Il ministero delle Foreste ha richiesto la collaborazione delle forze di polizia di Giacarta per rintracciare almeno uno dei sospetti.

In base alle dichiarazioni, Tonni avrebbe ricevuto fino a 30 milioni di rupiah (circa 1.660 dollari) per contribuire all’organizzazione della spedizione del contrabbando di fauna selvatica, che ha un valore di mercato di circa 10 milioni di dollari. Bambang ha affermato che Tonni si è limitato a gestire la spedizione senza fornire dettagli sulle origini della merce.


Questo caso arriva dopo altri significativi attacchi contro il traffico di pangolini quest’anno, tra cui un sequestro di 780 chilogrammi operato dalla marina indonesiana. Tutte e otto le specie conosciute di pangolino sono classificate come minacciate nella Red List dell’IUCN e sono protette dalla CITES, la convenzione globale sul commercio di fauna selvatica, che vieta tutto il commercio internazionale di questi animali.

I ricercatori dell’Institut di Agricoltura di Bogor e del ministero delle Foreste stimano che chaque chilogrammo di squame di pangolino corrisponda a circa cinque animali, il che implica che circa 15.000 pangolini siano stati uccisi per produrre le 3 tonnellate di squame sequestrate a febbraio. In Indonesia, il pangolino di Sunda (Manis javanica) è considerato in pericolo critico e gode di protezione secondo la legge sulla conservazione del 1990 e la lista delle specie protette del 2018.

Annisa Rahmawati, campaigner per la conservazione della fauna selvatica presso Geopix, ha dichiarato: “È chiaro che non si tratta solo di un atto isolato che può essere risolto con l’accusa di una sola persona. La sfida per gli investigatori è scoprire il contesto più ampio e la rete di traffico”. Le autorità sono determinati a espandere la loro indagine e a perseguire tutti gli attori coinvolti in questa rete di traffico.

Per ulteriori informazioni, consultare le dichiarazioni ufficiali fornite dal ministero delle Foreste indonesiano e dalle organizzazioni di conservazione come Geopix.


Fonti ufficiali:
– Ministero delle Foreste dell’Indonesia
– IUCN Red List
– CITES

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Luigi Salemi: