Argentina aggiorna la lista IUCN dei mammiferi, ponendo attenzione alle specie non autoctone.
Specie Invasive e il Loro Impatto
L’Argentina ospita 21 specie non native, come il gatto domestico (Felis catus) e il cervo rosso (Cervus elaphus), per citarne alcune. Queste specie non solo alterano gli ecosistemi, ma possono provocare danni economici. Un esempio eclatante è lo scoiattolo rosso asiatico (Callosciurus erythraeus), che ha creato problemi alle infrastrutture agricole, danneggiando cavi elettrici e mutilando alberi.
Il protocollo EICAT utilizzato da SAREM è molto dettagliato, richiedendo una rigorosa revisione delle ricerche scientifiche esistenti, nonché l’identificazione e la classificazione degli impatti su ciascuna specie. Sebbene i risultati siano ancora in fase di finalizzazione, questo lavoro rappresenta un passo avanti significativo per la conservazione della biodiversità.
L’importanza di condurre valutazioni più localizzate dei singoli ecosistemi non può essere sottolineata a sufficienza. Un elenco di specie considerate “least concern” a livello globale può nascondere minacce ben più severe a livello locale. Pereira ha fatto notare l’importanza di una conoscenza approfondita della biodiversità nelle varie regioni dell’Argentina, essenziale per prendere decisioni informate riguardanti la gestione e la conservazione.
Nel 2021, l’Argentina ha formalizzato le categorie di conservazione create a partire dalla revisione nazionale dei mammiferi, permettendo di utilizzare queste informazioni per informare le valutazioni di impatto ambientale e altre decisioni politiche. Questo significa che, in futuro, le leggi relative alla protezione dei mammiferi possono fare riferimento a queste classificazioni come fonte ufficiale.
