I cani selvatici asiatici e il loro comportamento alimentare
I cani selvatici asiatici, noti anche come dholes, sono in pericolo e la loro dieta è composta quasi esclusivamente da prede selvatiche. Questo è quanto emerso da uno studio recente condotto in India centrale, che ha esaminato il comportamento alimentare di questi animali in relazione alla loro interazione con il bestiame.
Secondo Rajeev Tyagi di Mongabay India, il mantenimento di popolazioni sane di prede selvatiche è essenziale per la conservazione di questa specie in pericolo. La ricerca è stata guidata dal National Centre for Biological Sciences di Bengaluru e dal Dipartimento Forestale del Maharashtra, analizzando le feci dei dholes nel Tadoba-Andhari Tiger Reserve.
La metodologia dello studio
Per ottenere dati più attendibili, gli investigatori hanno optato per un approccio innovativo. Piuttosto che raccogliere grandi quantità di feci, hanno prelevato piccole porzioni durante la stagione monsonica e invernale del 2022-2023. Questo metodo ha permesso di utilizzare una tecnica chiamata DNA metabarcoding, che estrae il materiale genetico dai campioni fecali e lo confronta con un vasto database di riferimento.
Questa strategia ha superato le limitazioni delle tecniche tradizionali che si basano sulla microistologia, che possono introdurre bias osservativa. Come spiegato da Abhinav Tyagi, ecologo molecolare e co-autore dello studio, diversi osservatori possono classificare diversamente i peli trovati nelle feci, Influenzando i risultati. La nuova metodologia, invece, elimina questo problema e permette di confrontare i dati tra studi diversi.
Le analisi del DNA hanno rivelato che i dholes si nutrono principalmente di erbivori selvatici come il cerbiatto sambar, i cinghiali e i chital. Solo una piccola parte della loro dieta è costituita da bestiame, anche nelle aree di conflitto in cui l’allevamento è più comune. Secondo Tyagi, “indipendentemente dalla stagione o dall’area, la loro dieta consiste principalmente di prede selvatiche”.
Secondo Arjun Srivathsa, biologo della fauna selvatica, i dholes sono considerati ipercarnivori e fanno affidamento su prede selvatiche, persino in presenza di bestiame domestico. Anche se non ha partecipato direttamente allo studio, ha rivisto il manoscritto, sottolineando l’importanza di questi risultati per la conservazione della specie.
Lo stato attuale dei dholes
I dholes hanno subito una riduzione drammatica del loro areale storico, con solo 1.000-2.000 adulti rimasti nel mondo. Tyagi ha affermato che un aumento della densità di prede selvatiche potrebbe favorire una crescita della popolazione di dholes. Tuttavia, incrementare la popolazione di erbivori è un processo delicato. Abraham Pious, ricercatore che ha studiato le diete dei dholes in Valparai, ha messo in guardia sul fatto che gli erbivori possono frequentemente invadere le coltivazioni locali, creando conflitti tra umani e fauna selvatica.
Pious ha spiegato che la conservazione non dovrebbe mai avvenire a scapito delle persone che coesistono con gli animali. È fondamentale trovare un equilibrio tra la protezione della fauna selvatica e il rispetto dei diritti e delle esigenze delle comunità locali. Promuovere la coesistenza pacifica è cruciale per il successo degli sforzi di conservazione.
Le scoperte di questo studio sono fondamentali non solo per i dholes, ma anche per l’intero ecosistema. La chiave per il successo nella conservazione di specie come i dholes risiede nel mantenere un equilibrio tra fauna selvatica e attività umane. È imperativo promuovere strategie sostenibili che beneficino sia l’ambiente che le comunità locali, assicurando un futuro per gli animali in pericolo e per le persone che convivono con loro. Per maggiori dettagli sui risultati dello studio, si rimanda al lavoro di Rajeev Tyagi su Mongabay.
Fonti: Mongabay, National Centre for Biological Sciences.
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