La Transizione Geotermica di Flores: Un Dilemma Inaspettato
L’Indonesia ha deciso di trasformare Flores in un “isola geotermica” nel 2017, progettando di sfruttare fino a 21 siti geotermici per sostenere le sue ambizioni di energia rinnovabile. Inizialmente, il piano era visto come un progetto di prestigio internazionale, sostenuto da finanziamenti di enti esteri e considerato un “progetto strategico nazionale”. Ma sono passati dieci anni e la realtà locale ha riemesso sfide significative su quest’isola montuosa e poco sviluppata, dove l’accesso all’energia è ancora irregolare e le pressioni per lo sviluppo stanno aumentando.
Uno studio pubblicato il 13 novembre nella rivista “Environment and Planning E: Nature and Space” analizza come queste tensioni abbiano trasformato Flores in un punto focal per il dibattito nazionale riguardante la transizione energetica.
La Resistenza delle Comunità Locali
Otto anni dopo l’implementazione del piano, molti progetti geotermici sull’isola rimangono sospesi. Le comunità locali di Manggarai, ad esempio, si oppongono a queste iniziative, sostenendo che la transizione energetica avvenga a scapito della sicurezza e della giustizia sociale.
Flores, una provincia dell’Indonesia orientale, è caratterizzata da un terreno montuoso e rugged, con accesso all’elettricità ancora disomogeneo. Nel 2025, alcune aree non erano collegate alla rete elettrica, che si basa principalmente su combustibili fossili costosi e inquinanti come il diesel e il carbone. Il governo sostiene che l’energia geotermica possa soddisfare tutte le esigenze elettriche dell’isola, riducendo i costi annuali degli sussidi elettrici, che ammontano a quasi 1 trilione di rupiah (circa 59 milioni di dollari).
Flores rappresenta così un caso unico nella transizione energetica geotermica dell’Indonesia, con esplorazioni in corso in diversi siti contemporaneamente. Tuttavia, è proprio qui che è emersa la resistenza più forte.
La tensione è particolarmente evidente nei villaggi di Wae Sano e Poco Leok, due comunità Manggarai culturalmente distinte ma politicamente collegate. Wae Sano, un paese di 285 famiglie, è situato vicino al lago vulcanico Sano Nggoang, e tre dei suoi sei hamleti si trovano sopra i siti di perforazione geotermica pianificati. Poco Leok, a sud di Ruteng, presenta 14 hamleti che si affacciano su colline instabili. Qui, gli abitanti dipendono dall’agricoltura di sussistenza e da coltivazioni di caffè e frutta.
La recente trasformazione economica di Flores, dovuta alla crescita del turismo, ha ulteriormente aumentato i costi della terra e la domanda di elettricità. Questo ha portato le comunità a percepire che le nuove infrastrutture energetiche servono principalmente gli interessi turistici, piuttosto che il benessere delle popolazioni locali.
La resistenza delle comunità non è una negazione dell’energia rinnovabile in sé, ma una reazione contro l’implementazione che considerano ingiusta. Le preoccupazioni riguardano i rischi per la salute derivanti dalle emissioni geotermiche, la minaccia alle terre agricole e la mancanza di processi decisionali trasparenti.
Una Struttura di Resistenza Efficace
Gli studi mostrano che le comunità si sono organizzate attorno al concetto di “ruang hidup” (spazio vitale), una nozione che va oltre la proprietà terriera, includendo mezzi di sussistenza, siti rituali e relazioni cosmologiche. Grazie a questa reinterpretazione culturale, le popolazioni locali sono riuscite a confrontarsi con le autorità nazionali e le banche internazionali in maniera efficace.
Le pressioni sui progetti geotermici non sono mancate. Il World Bank ha recentemente ritirato i finanziamenti per le perforazioni esplorative a Wae Sano, mentre la banca tedesca KfW ha riconosciuto che gli standard di informazione pre-approvazione non sono stati rispettati. Da allora, il progetto di geotermia è rimasto inattivo, mentre si è aperta una grande discussione a livello nazionale sui diritti delle comunità indigene.
Il conflitto ha portato le comunità locali a subire diverse violenze durante le manifestazioni, includendo scontri con forze di polizia e militari. Settecentoquaranta confronti documentati con i team geotermici testificano delle sfide quotidiane che i residenti affrontano.
I ricercatori concordano sul fatto che i progetti geotermici a Flores rispecchiano un ampio schema di estrattivismo verde, con profitti privatizzati e rischi esternalizzati alle comunità locali. La lotta per i diritti della comunità si rivela un aspetto cruciale che deve essere affrontato affinché l’Indonesia possa fare una transizione energetica giusta e sostenibile.
È evidente che l’energia geotermica stia generando tensioni tra il desiderio del governo indonesiano di espandere le energie rinnovabili e i diritti delle comunità locali. Gli eventi a Flores possono fungere da monito e ispirare dibattiti a livello globale su come realizzare una transizione energetica che tenga conto delle esigenze di tutti, non solo degli investitori.
In ultima analisi, la situazione a Flores solleva interrogativi sull’equità e la sostenibilità delle politiche energetiche attuali in Indonesia e nel mondo intero. La sfida rimane aperta: la transizione energetica potrà avanzare senza ripetere le ingiustizie del passato?
Fonti:
– Environment and Planning E: Nature and Space
– Mongabay
– World Bank
– KfW Development Bank
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