Alluvioni monsoniche in India: infrastrutture e uso del territorio alla base della devastazione.

Inondazioni devastanti nel nord-est dell’India

Un’estesa ondata di inondazioni nel nord-est dell’India, che ha colpito più di 500.000 persone e provocato almeno 99 vittime tra giugno e agosto 2026, è stata principalmente causata da fattori umani come l’urbanizzazione rapida, la deforestazione e la distruzione di zone umide, secondo una nuova ricerca. Gli scienziati hanno evidenziato che i fallimenti strutturali hanno avuto un ruolo maggiore rispetto ai cambiamenti climatici.

I risultati sono stati pubblicati da World Weather Attribution (WWA), una rete globale di ricercatori che analizzano l’influenza dei cambiamenti climatici sugli eventi meteorologici estremi. Ogni anno, durante la stagione monsonica, lo stato indiano dell’Assam subisce le conseguenze delle inondazioni, con il fiume Brahmaputra e i suoi affluenti che straripano, sommergendo frequentemente le zone circostanti.


La ricerca e i suoi risultati

Nel pubblicare i loro risultati, i ricercatori hanno scelto di concentrarsi sull’Upper Assam, sia per i significativi danni socio-economici e ambientali riportati nella regione, sia per il pesante impatto devastante delle inondazioni catastrofiche di anno in anno. Arpita Mondal, co-autrice dello studio presso l’Indian Institute of Technology Bombay (IIT Bombay), ha commentato durante una conferenza stampa: “Abbiamo deciso di focalizzarci su questa area specifica proprio per la gravità della situazione”.

I ricercatori hanno analizzato i dati storici meteorologici e i modelli climatici per determinare la probabilità delle piogge estreme che si sono verificate nel breve periodo di tre giorni (dal 26 al 29 giugno) e anche su un periodo di 30 giorni (dal 20 giugno al 19 luglio). I risultati hanno evidenziato che le intense precipitazioni osservate nel 2026 non erano eccezionali, verificandosi ogni uno o due anni. Inoltre, non è emersa una correlazione chiara con l’aumento delle temperature globali dovuto all’azione umana.


“Combinando i risultati osservazionali con i modelli climatici, non abbiamo trovato alcun segnale di cambiamento climatico rilevabile in nessuno dei tipi di eventi”, ha dichiarato Mariam Zachariah, coautrice della ricerca proveniente dall’Imperial College di Londra, durante la conferenza stampa. Piuttosto, lo studio ha identificato come principali cause delle alluvioni catastrofiche di quest’anno i cambiamenti di utilizzo del suolo, la sedimentazione e la vulnerabilità strutturale.

Il fiume Brahmaputra trasporta enormi quantità di sedimenti ogni monsonica, facendo innalzare il suo letto fluviale e riducendo la capacità del canale, il che porta a un deflusso incontrollato delle acque. Ma quest’anno, l’impatto delle inondazioni è stato aggravato dall’urbanizzazione non pianificata e dalla deforestazione, che hanno degradato le zone umide e interrotto i sistemi naturali di drenaggio. Sneha Ganguly, coautrice dello studio del Red Cross Red Crescent Climate Centre, ha affermato: “Evidenze derivanti da una revisione di 35 studi suggeriscono che i cambiamenti antropogenici ora superano la variabilità naturale della pioggia nel spiegare la frequenza delle inondazioni.”


Le radici storiche della vulnerabilità

Il report sottolinea anche le radici storiche della vulnerabilità. L’appropriazione coloniale delle terre per piantagioni di tè ha costretto le comunità indigene a spostarsi su rive e pianure alluvionali marginali, creando modelli sistemici di esposizione ai rischi che persistono tutt’oggi. Sebbene l’Assam abbia costruito ampie opere di sostegno in cemento, il report mette in guardia sul fatto che una forte dipendenza da infrastrutture rigide può, in effetti, peggiorare le alluvioni, intrappolando i sedimenti e aumentando il rischio di rottura.

Ganguly ha concluso: “Le future politiche di adattamento dovranno quindi concentrarsi meno sul controllo dei fiumi e più sulla cooperazione con essi, integrando ingegneria mirata con il ripristino delle pianure alluvionali, la conservazione delle zone umide, la riduzione dello sviluppo nelle pianure alluvionali e il miglioramento del drenaggio, insieme a una preparazione delle comunità”.

Per ulteriori informazioni sull’argomento, è possibile consultare le ricerche pubblicate da World Weather Attribution e studi correlati sul cambiamento climatico e sociologia degli eventi meteorologici estremi.

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Luigi Salemi: