Allarme povertà educativa: quasi 8 interventi Caritas su 10 destinati a persone con bassa scolarità

Allarme povertà educativa: quasi 8 interventi Caritas su 10 destinati a persone con bassa scolarità

L’arcivescovo di Catania, Luigi Renna, ha sottolineato come l’elevato tasso di dispersione scolastica rappresenti un chiaro segnale di vulnerabilità educativa e occupazionale. «Ciò che preoccupa maggiormente – ha affermato – è che questa povertà viene ereditata dai figli e dai nipoti, trasformandosi in un capitale in perdita che rende più difficile trasmettere il valore dell’istruzione e del lavoro alle nuove generazioni».

Per affrontare il fenomeno, la Caritas diocesana ha avviato negli ultimi anni una serie di iniziative rivolte al contrasto della povertà educativa: presìdi territoriali, laboratori formativi, attività nelle scuole e percorsi educativi all’interno degli istituti penitenziari.

Secondo l’arcivescovo, la chiave per invertire la tendenza è la costruzione di un vero e proprio “patto educativo” che coinvolga famiglie, scuola e istituzioni. «La famiglia – ha spiegato – non deve rimanere ai margini, ma diventare la prima alleata delle agenzie educative».

Sulla stessa linea il direttore della Caritas diocesana, Nuccio Puglisi, che ha evidenziato come dietro i numeri si nasconda una sfida sociale più ampia. «La dispersione scolastica – ha dichiarato – non è soltanto l’abbandono degli studi, ma spesso l’anticamera dell’esclusione sociale, della povertà educativa e della marginalità. È su questo fronte che si concentra da anni l’impegno della Caritas diocesana di Catania».

Il rapporto conferma dunque come il livello di istruzione resti uno dei principali fattori che influenzano le condizioni di vulnerabilità sociale, indicando nella scuola e nell’educazione strumenti fondamentali per interrompere il ciclo della povertà che rischia di tramandarsi di generazione in generazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *