Dopo oltre un anno di detenzione senza accuse formali, l’operatore umanitario italiano Alberto Trentini è stato liberato oggi dalle autorità venezuelane e farà presto rientro in Italia. Trentini, 38 anni, era stato arrestato il 15 novembre 2024 mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito nell’ambito della sua missione con l’ONG Humanity & Inclusion, impegnata nell’assistenza alle persone con disabilità. Alberto Trentini è stato sono stati trasferito nell’ambasciata italiana a Caracas.
L’annuncio del ministro degli Esteri Antonio Tajani alle 5 del mattino del 12 gennaio. E poco dopo è arrivato il commento di Giorgia Meloni: “Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas. Ho parlato con loro, e un aereo è già partito da Roma per riportarli a casa. Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”.
Trentini era in carcere da 423 giorni.
La mobilitazione e le pressioni internazionali
Durante la sua detenzione, Trentini è rimasto per lunghi periodi isolato, senza contatti regolari con la famiglia, gli avvocati o le autorità diplomatiche italiane. La sua vicenda aveva suscitato ampi appelli in Italia e in Europa, con mobilitazioni della società civile, interventi parlamentari e richieste di liberazione da parte di organismi internazionali come la Commissione Interamericana dei Diritti Umani.
La notizia della liberazione arriva a seguito di intense trattative diplomatiche tra Italia e Venezuela, sostenute anche da pressioni multilaterali dell’Unione Europea e di organizzazioni umanitarie internazionali. Fonti diplomatiche indicano che la liberazione fa parte di un più ampio dialogo tra Caracas e i partner europei volto a migliorare i rapporti e a mostrare apertura su questioni di diritti umani.
La lunga attesa per il rilascio di tutti gli italiani
La Farnesina ha confermato che nelle ultime ore il governo venezuelano ha liberato alcuni prigionieri politici, tra cui cittadini stranieri, come parte di un annuncio ufficiale del presidente dell’Assemblea nazionale di Caracas. Tra i rilasciati figurano due italiani: l’imprenditore Luigi Gasperin e il giornalista e politico italo‑venezuelano Biagio Pilieri, che ha trascorso oltre 16 mesi in carcere nella nota prigione dell’El Helicoide. Con Alberto Trentini è stato liberato anche l’altro italiano ancora detenuto, Mario Burlò.
“Posso avere una sigaretta?”. Questo il primo desiderio di Alberto Trentini che ha aggiunto: “Ci hanno trattato bene, non ci hanno torturato”.
Il rilascio è stato descritto dalle autorità venezuelane come un gesto volto a “favorire la convivenza pacifica” e arriva in un contesto di segnali di apertura del governo, con l’obiettivo di generare un clima più favorevole a livello internazionale.
Gli ultimi cittadini italiani liberati sono stati il cooperante Alberto Trentini, arrestato nel novembre 2024 senza accuse formali mentre lavorava per un’organizzazione umanitaria, e l’imprenditore torinese Mario Burlò, trattenuto da oltre un anno in circostanze poco chiare.
La Farnesina ha reso noto che il ministro degli Esteri Antonio Tajani è in stretto contatto con l’ambasciatore italiano a Caracas, la rete consolare locale e interlocutori della società civile e della Chiesa per “accelerare la liberazione dei cittadini italiani e confermare le notizie sui primi rilasci”. Il governo italiano sta svolgendo azioni diplomatiche per cercare una soluzione favorevole per ogni detenuto, con particolare attenzione ai casi ancora aperti.
Le famiglie dei detenuti e le autorità italiane mantengono alta l’attenzione sulla vicenda, nella speranza che altri rilasci possano avvenire nei prossimi giorni.