AI trasforma il monitoraggio delle migrazioni, dai radar ai dati sulle specie aviarie.

Identificazione delle specie di uccelli migratori con BirdFlow

Un nuovo strumento sta rivoluzionando il modo in cui gli scienziati identificano le specie di uccelli durante le loro migrazioni. BirdFlow combina osservazioni di scienza cittadina con dati di radar meteorologici per aiutare gli studiosi a rilevare specie specifiche e prevedere i loro percorsi migratori.

Negli Stati Uniti, il monitoraggio delle migrazioni avviene tradizionalmente tramite radar meteorologici, ma questa tecnologia ha un limite: non riesce a distinguere tra diverse specie all’interno di un unico stormo. Pertanto, gli scienziati non possono identificare quali uccelli stanno osservando, che può risultare problematico, specialmente per le specie minacciate.


BirdFlow: un aiuto per la conservazione

BirdFlow non solo allinea dati meteorologici e osservazioni effettuate dai cittadini, ma integra anche tecnologie di intelligenza artificiale per consentire una maggiore precisione nella rilevazione delle specie e nella previsione delle loro rotte migratorie. Attraverso studi pubblicati su riviste scientifiche, come Global Ecology and Biogeography e Movement Ecology, gli sviluppatori hanno dimostrato che BirdFlow è in grado di distinguere le specie migratorie in Nord America.

Questo strumento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’Università Cornell, l’Università del Massachusetts e l’Università dell’Illinois Urbana-Champaign. Yuting Deng, co-autrice degli studi, ha spiegato in un’intervista che BirdFlow può dare informazioni preziose su popolazioni specifiche, come il warbler di Wilson, che passa l’inverno in Alaska.

Conoscere quali specie di uccelli stanno migrando è essenziale per varie ragioni. Senza la capacità di classificare le specie singolarmente, gli scienziati non possono monitorare i movimenti delle specie minacciate. Inoltre, le informazioni ottenute possono essere cruciali per la gestione della sicurezza aerea; è fondamentale per le autorità monitorare il movimento di uccelli più grandi potenzialmente pericolosi per il volo.


Inoltre, negli Stati Uniti sono state avviate campagne per sensibilizzare il pubblico a spegnere le luci notturne durante la migrazione degli uccelli, per ridurre il rischio di collisioni con gli edifici. La conoscenza delle specie attive in un dato momento è quindi determinante, poiché alcune di esse sono maggiormente soggette a questi incidenti.

Per sviluppare BirdFlow, il team di ricerca ha utilizzato un vasto set di dati provenienti da eBird, un’app sviluppata da Cornell, che ha registrato oltre 2 miliardi di osservazioni di uccelli. Queste informazioni hanno reso possibile la creazione di mappe settimanali sulla distribuzione e abbondanza degli uccelli. I modelli di BirdFlow, che si basano anche su dati GPS, di marcatura e di telemetria, forniscono previsioni sulla probabile migrazione delle specie settimana per settimana.

Deng ha sottolineato l’importanza di chiedersi dove si trovano gli uccelli da una settimana all’altra e quali sono le probabilità di movimento da un luogo all’altro. Queste analisi non solo aiutano a tracciare le specie minacciate, ma possono anche rivelarsi utili nel monitoraggio di malattie infettive che colpiscono gli uccelli.


Anche agenzie governative e statali hanno mostrato interesse per i dati di BirdFlow. Secondo Deng, esiste la possibilità di creare previsioni specifiche per le specie selvatiche e di comprendere come le loro rotte migratorie si sovrappongano con le aziende avicole. In caso di focolai di malattie negli allevamenti, queste informazioni possono risultare vitali per tracciare la propagazione delle malattie tra gli uccelli.

In futuro, il team di BirdFlow intende anche sviluppare avvisi specifici per determinate categorie di uccelli. Questo approccio potrebbe coinvolgere maggiormente la popolazione, rendendo le persone più entusiaste di sapere quali specie stanno proteggendo in una determinata serata.

La raccolta di queste informazioni rappresenta un passo fondamentale per le iniziative di conservazione e protezione degli uccelli. Diverse agenzie, sia pubbliche che private, possono utilizzare dati più dettagliati e mirati per attuare strategie di conservazione più efficaci.

Per ulteriori informazioni su BirdFlow e il suo impatto sulla scienza della migrazione degli uccelli, puoi consultare i seguenti studi:

– Chen, Y., et al. (2026). “Population-level migration modeling of North America’s birds through data integration with BirdFlow”. Movement Ecology, 14(1). doi:10.1186/s40462-026-00651-z.
– Plunkett, E., et al. (2026). “Novel estimates of bird migration traffic at the continental scale using participatory science data”. Global Ecology and Biogeography, 35(4). doi:10.1111/geb.70236.

Questi studi forniscono approfondimenti più dettagliati su come BirdFlow stia cambiando il panorama del monitoraggio della migrazione degli uccelli e sul suo potenziale per la conservazione della biodiversità.

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Luigi Salemi: