Le sfide degli agricoltori nel Madhesh del Nepal
Gli agricoltori della provincia Madhesh in Nepal sono costantemente alle prese con perdite di raccolti a causa della fauna selvatica, che include nilgai, cinghiali, cervi ed elefanti. Ogni anno, questi danni mettono a dura prova la loro capacità di sostentamento. Tuttavia, l’accesso ai risarcimenti è estremamente complicato a causa di procedure burocratiche intricate. Secondo le linee guida per i rimborsi, gli agricoltori devono presentare ben dodici tipi di documenti per ottenere un pagamento massimo di 10.000 rupie, circa 65 dollari, ma vengono esclusi i raccolti coltivati su terreni non registrati, con una copertura che limita il risarcimento a sole sedici specie animali specifiche, ignorando altri danni significativi causati da cervi, pavoni e pappagalli.
Gli agricoltori come Dhruba Prasai, residente nel distretto di Sarlahi, si sentono esausti e frustrati. La sua vita è stravolta dai continui attacchi notturni della fauna selvatica alle sue coltivazioni. Prasai racconta che i nilgai distruggono il mais, mentre i cervi devorano immediatamente grano e avena. “Se stiamo in guardia, scappano; altrimenti, distruggono tutto”, dice.
Le difficoltà burocratiche per ottenere aiuto
Dal luglio 2024 a luglio 2025, si sono registrati 14.821 casi di “conflitto uomo-fauna selvatica” nella provincia di Madhesh, con un tragico bilancio di 134 persone e 457 animali morti. La situazione non è solo frustrante dal punto di vista economico, ma anche logistica. Prasai afferma di non aver neppure il tempo necessario per ottenere una lettera di raccomandazione, essenziale per richiedere un risarcimento. “Non abbiamo il tempo; ci prendiamo cura delle nostre coltivazioni”, aggiunge.
In Nepal è illegale danneggiare o uccidere animali selvatici, il che rende difficile per gli agricoltori difendersi, ma le promesse fatte dai politici in campagne elettorali rimangono in gran parte vuote. Quando Prasai ha sentito i candidati parlamentari promettere di semplificare il processo di risarcimento, la sua reazione è stata di scetticismo. “È più facile se ci chiedono: ‘Avete delle domande? Quali sono i vostri problemi?’, invece di fare promesse vuote”.
La situazione non è limitata a Sarlahi. Gli agricoltori in tutta la provincia di Madhesh affrontano sfide simili. Paras Yadav, nel distretto di Parsa, sottolinea che la loro unica richiesta al governo è un intervento per fermare le perdite causate dalla fauna selvatica. Ogni anno, la fertilità della terra e il lavoro duro degli agricoltori rischiano di andare in fumo a causa degli animali selvatici.
Bechan Mahato, un funzionario del Direttorato Forestale, sostiene che tutti coloro che richiedono un risarcimento riceveranno assistenza. Ma il sistema presenta gravi limitazioni. Le linee guida non coprono i danni inflitti dai cervi o altri animali considerati problematici dagli agricoltori. La National Human Rights Commission ha recentemente evidenziato come le norme attuali non siano accessibili ai cittadini e non considerino le esigenze dei diritti umani.
Il Dipartimento di conservazione dei parchi nazionali e della fauna selvatica ha distribuito quasi 31.500 dollari nei due anni fiscali passati, ma i fondi per danni causati da cinghiali sono praticamente assenti. Più della metà delle risorse è stata destinata a risarcire segnalazioni relative a elefanti e tigri.
La commissione parlamentare ha commissionato uno studio sui problemi di politica relativa ai parchi nazionali e ha concluso che la mancanza di titoli di proprietà ufficiali non dovrebbe ostacolare l’accesso ai risarcimenti per i coltivatori. La situazione attuale è insostenibile, e gli agricoltori chiedono misure più rapide e dirette per affrontare il problema.
Le linee guida per il risarcimento, introdotte tre anni fa, sono progettate per semplificare il processo. Tuttavia, la mancanza di un risarcimento totale per i danni, la necessità di documentazione complessa e la limitazione della copertura a solo alcune specie stanno creando una situazione insostenibile per la popolazione agricola.
Shankar Chaudhary, ministro provinciale per le foreste e l’ambiente, ha dichiarato che sta lavorando attivamente per garantire che gli agricoltori ricevano risarcimenti adeguati. Ha anche espresso l’intenzione di semplificare il processo burocratico. “Quest’anno il budget era già stato preparato, ma ci impegneremo a trovare soluzioni pratiche”.
La Rastriya Swatantra Party (RSP), vincitrice delle recenti elezioni, si è impegnata a ridurre i conflitti tra uomo e fauna selvatica e a sviluppare strategie per migliorare il sistema di risarcimento, ma i risultati concreti sono ancora da vedere.
Questo scenario richiede un impegno rapido e incisivo, poiché gli agricoltori non possono continuare a sopportare queste perdite senza aiuto efficace. È essenziale fare pressione sulle autorità affinché rivedano le attuali politiche di risarcimento per garantire che nessun cittadino rimanga indietro.
Fonti:
- National Human Rights Commission, rapporto sulle linee guida di risarcimento.
- Statistiche governative sui conflitti uomo-fauna selvatica nella provincia di Madhesh.
- Dipartimento di conservazione dei parchi nazionali e della fauna selvatica, dati sui risarcimenti distribuiti.
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