Il ritiro delle agenzie di credito all’esportazione per il progetto di gas in Mozambico
Le agenzie di credito all’esportazione del Regno Unito e dei Paesi Bassi hanno ritirato i loro impegni finanziari per il progetto di gas della gigante francese TotalEnergies in Mozambico. Questa decisione senza precedenti rappresenta un ulteriore ostacolo per il controverso progetto, il quale ha sollevato preoccupazioni ambientali e violazioni dei diritti umani.
UK Export Finance (UKEF), un’agenzia governativa, e Atradius, una società olandese, avevano precedentemente promesso un totale di 2,2 miliardi di dollari per il progetto di gas naturale liquefatto (LNG) nel nord del Mozambico. Il progetto è stato collegato a distruzione ambientale e violazioni dei diritti umani e, recentemente, è stato citato in giudizio in Francia per presunti legami con un massacro nelle vicinanze del sito LNG.
Richieste di responsabilità finanziaria
Antoine Bouhey, coordinatore della campagna per l’organizzazione francese Reclaim Finance, ha dichiarato: “È una decisione storica da parte del governo del Regno Unito, che merita di essere lodata. Non era mai successo che un’agenzia di credito all’esportazione si ritirasse da un progetto che aveva precedentemente deciso di supportare.” Bouhey ha aggiunto che il progetto è afflitto da gravi problemi legati al cambiamento climatico e da accuse estremamente gravi di violazioni dei diritti umani.
Il coordinatore ha espresso la speranza che il ritiro delle agenzie possa spingere altri finanziatori a riconsiderare il loro coinvolgimento. “Stiamo comunicando a tutti e 29 i finanziatori ancora coinvolti nell’accordo, che potrebbero pensare di non potersi ritirare, che [UKEF e Atradius dimostrano] che esiste la possibilità di uscire. Dovrebbero fare l’unica cosa responsabile, che è terminare il loro impegno per questo progetto.”
In mezzo a speculazioni su possibili mancanze di finanziamento, TotalEnergies ha dichiarato in un comunicato che il progetto LNG rimane in carreggiata nonostante le uscite dei finanziatori britannici e olandesi. L’azienda aveva inizialmente garantito 15,4 miliardi di dollari nel 2020 da circa 30 finanziatori, incluse agenzie di credito all’esportazione e banche come Standard Chartered, JPMorgan e Société Générale. TotalEnergies ha comunicato che le somme perse a causa dei ritiri del Regno Unito e dei Paesi Bassi sono state compensate da soci esistenti che hanno investito capitali aggiuntivi.
Peter Kyle, segretario di stato britannico per il business e il commercio, ha affermato che gli interessi dei contribuente britannici “sono meglio serviti interrompendo la nostra partecipazione al progetto in questo momento,” citando l’aumento dei rischi per la sicurezza. Un portavoce di UKEF ha rifiutato di commentare la dichiarazione di Kyle quando contattato da Mongabay. Tuttavia, l’agenzia ha pubblicato una nuova politica di sostenibilità lo scorso anno, affermando di aver implementato l’impegno del governo britannico a cessare il supporto per progetti di energia fossile all’estero.
Poco dopo che UKEF ha reso pubblica la sua decisione il 5 dicembre, Atradius ha seguito il suo esempio, con il ministro delle finanze olandese che ha inviato una lettera annunciando che i Paesi Bassi avrebbero anch’essi ritirato il supporto. Atradius aveva commissionato una valutazione dei rischi connessi ai diritti umani, all’ambiente e alla sicurezza prima di prendere la sua decisione.
TotalEnergies ha recentemente annunciato la ripresa dei lavori sul progetto LNG dopo una sospensione delle operazioni durata quattro anni. La situazione si evolve rapidamente, e molti leader globali osservano attentamente come si svilupperà questo progetto controverso e quali saranno le implicazioni per l’ecosistema e i diritti delle comunità locali.
È fondamentale che le agenzie di credito all’esportazione e i finanziatori siano responsabili del loro supporto a progetti che potrebbero avere conseguenze devastanti a lungo termine. Fonti ufficiali suggeriscono che una maggiore trasparenza e rispetto delle normative ambientali e dei diritti umani potrebbero essere la chiave per evitare futuri conflitti e catastrofi ambientali.
Fonti: Mongabay, Reclaim Finance.
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