Procure Federali Avviano Una Causa Contro L’Agenzia Mineraria Brasiliana
Le procure federali dello stato di Amazonas stanno facendo causa all’Agenzia Nazionale delle Miniere (ANM) del Brasile per presunti fallimenti nel monitoraggio delle operazioni minerarie d’oro illegali nella foresta amazzonica. Questi miniere abbandonate, noti come garimpos, sfruttano l’assenza di supervisione dell’agenzia per dichiarare piccole aree come fonti di tonnellate d’oro, in realtà provenienti da zone protette. Sebbene misure attuate negli ultimi anni abbiano contribuito a ridurre drasticamente il riciclaggio d’oro in Brasile, il metallo illegale viene ora contrabbandato all’estero.
Le indagini riguardanti i vertici dell’ANM sono focalizzate su presunti pagamento di tangenti da parte di funzionari per favorire le compagnie minerarie. Un’analisi dettagliata di Greenpeace e della Corte dei Conti Federale ha rivelato gravi irregolarità nelle autorizzazioni minerarie, suggerendo che questi permessi stiano diventando meri strumenti di riciclaggio d’oro per organizzazioni criminali.
Le Nuove Misure Legislative e il Contesto Corruttivo
Il ricorso legale contro l’ANM è stato presentato all’inizio di luglio ed è seguito a una causa simile intentata nel 2021. Una decisione del tribunale federale del 21 luglio ha ordinato all’ANM di migliorare la supervisione delle autorizzazioni per le miniere di piccola scala. Gli atti di corruzione rilevati tra i dirigenti dell’ente hanno aggravato ulteriormente la situazione.
Il sistema di autorizzazioni dell’ANM consente l’ottenimento di permessi di sfruttamento minerario anche senza un’adeguata ricerca mineraria preliminare. Ciò significa che un singolo permesso può essere utilizzato per giustificare l’estrazione di tonnellate d’oro illegale prelevato altrove. I dati mostrano che un permesso delle dimensioni di un campo da calcio è stato dichiarato come fonte di oltre 776 chilogrammi d’oro, sollevando interrogativi sulla veridicità delle informazioni.
In base alle dichiarazioni del procuratore federale André Porreca, le attuali pratiche di autorizzazione non tutelano più gli interessi dei minatori su piccola scala, risultando spesso un mero pretesto per attività illegali. L’assenza di ispezioni e monitoraggi adeguati ha reso il sistema particolarmente vulnerabile, facilitando il contrabbando di oro proveniente da terre indigene e aree di conservazione protette.
Il problema è ancora più grave nel comune di Itaituba, noto come la capitale dell’oro illegale in Brasile. Qui, le comunità locali sono direttamente colpite dall’inquinamento e dalla distruzione ambientale causati da queste attività non regolamentate.
Impatto delle Misure Recenti sulla Produzione Gold
Dal 2023, le autorità brasiliane hanno implementato diverse misure per affrontare la crisi del riciclaggio d’oro. È stata introdotta l’emissione di fatture elettroniche per le transazioni dorate, e una decisione della Corte Suprema ha eliminato la nozione di “buona fede”, che esentava alcune aziende dal verificare l’origine del metallo.
Le stime ufficiali mostrano che la produzione ufficiale di oro dichiarata dai garimpos è diminuita dell’80% nel 2025 rispetto al 2022, mentre le esportazioni generali di oro brasiliano sono calate del 24% nello stesso periodo. Questo decremento è il risultato di operazioni di polizia che hanno espulso minatori illegali da molte terre indigene.
Tuttavia, il contrabbando di oro è diventato più diffuso, portando a un incremento del 830% delle catture sui percorsi federali nel primo trimestre del 2026 rispetto all’anno precedente.
Risorse e Sfide nel Monitoraggio Mining
Nonostante i progressi, la carenza di risorse e personale rimane una sfida significativa per l’ANM. Nel maggio 2026, quasi il 20% del bilancio dell’agenzia è stato bloccato dal Ministero delle Finanze. Questo ha costretto l’agenzia a interrompere le ispezioni su importanti infrastrutture minerarie.
L’inefficienza strutturale dell’ANM compromette gravemente la sua capacità di monitorare efficacemente le migliaia di permessi e di rintracciare le fonti di fondi ad alto valore. È necessario che l’agenzia disponga di risorse adeguate per operare in modo indipendente e svolgere con successo le sue funzioni di supervisione, come sottolineato da Gregor Daflon di Greenpeace.
Le indagini corruttive in corso ai vertici dell’agenzia, comprese quelle relative a presunti favori concessi a compagnie minerarie, evidenziano la criticità di una gestione mineraria inadeguata. Le indagini coinvolgono anche il presidente dell’ANM, Mauro Henrique Moreira Sousa, accusato di favorire operazioni minerarie illegali.
In un contesto in cui la corruzione mina ulteriormente la credibilità dell’agenzia, la situazione del settore minerario brasiliano rimane complessa. Sarà cruciale monitorare le prossime attuazioni delle riforme e il loro impatto sulla legalità e sostenibilità delle attività minerarie.
Fonti ufficiali utilizzate per questo articolo includono dichiarazioni del Ministero pubblico federale e dati riportati da Greenpeace e dall’Istituto Escolhas.
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