Agenzia keniana risponde alle proteste contro il nuovo impianto nucleare vicino al Lago Vittoria.

Il Progetto Nucleare in Kenya: Un Futuro Controverso

Circa un anno fa, il Kenya ha annunciato l’intenzione di costruire il suo primo impianto nucleare nella contea di Siaya, lungo le rive del Lago Vittoria. La notizia ha suscitato preoccupazioni e proteste da parte della comunità locale, portando l’Agenzia Nucleare e dell’Energia Statale del Kenya (NuPEA) a pianificare una campagna educativa “robusta, trasparente e stratificata” per affrontare i timori sollevati.

Il nuovo impianto sarebbe in grado di produrre circa 2.000 megawatt di energia e richiederebbe un investimento di circa 500 miliardi di scellini kenyani (circa 3,85 miliardi di dollari).


“In qualità di Agenzia Nucleare e dell’Energia, ascoltiamo e rispettiamo le voci dei residenti di Siaya. La partecipazione pubblica non è una mera formalità procedurale. Si tratta di un diritto costituzionale,” ha dichiarato l’agenzia in un comunicato condiviso sui social media. È stata sottolineata l’importanza del consenso informato della comunità: il progetto non andrà avanti “senza un ampio consenso informato.”

Le Preoccupazioni della Comunità Locale

Questa dichiarazione è stata rilasciata due giorni dopo le manifestazioni dei residenti che vivono nelle vicinanze del progetto nucleare proposto. Le preoccupazioni riguardano potenziali contaminazioni nucleari e i rischi ecologici per il Lago Vittoria, il più grande lago d’acqua dolce in Africa. Molti locali dipendono dal lago per il loro sostentamento e la loro sicurezza alimentare.


Il presidente del Kenya, William Ruto, ha rassicurato il pubblico sul fatto che il progetto energetico sarà sicuro. Tuttavia, organizzazioni come Power Shift Africa (PSA), un think tank pan-africano focalizzato sul cambiamento climatico, hanno condannato questo spostamento verso l’energia nucleare. Hanno messo in guardia dal rischio che possa distogliere l’attenzione e le risorse dalle soluzioni energetiche rinnovabili disponibili, che sono più pulite e sicure.

In una dichiarazione inviata a Mongabay, il direttore del PSA, Mohamed Adow, ha sottolineato che un impianto nucleare può richiedere oltre un decennio per diventare operativo. “Per fare un confronto, l’impianto solare da 55 MW a Garissa [Kenya] ha impiegato solo un anno per essere completato. Se vogliamo davvero fornire questa elettricità alla popolazione in tempi record, dobbiamo considerare le rinnovabili,” ha affermato.


Inizialmente, il progetto era destinato alla contea di Kilifi, sulla costa kenyota, ma dopo che gli abitanti di Kilifi hanno rifiutato il piano, il governo ha spostato il sito a Siaya. La NuPEA ha già condotto consultazioni con le comunità di Siaya per promuovere l’idea del progetto nucleare e ha cercato di ottenere un supporto politico nazionale. Nel mese di febbraio, una delegazione della NuPEA e della Kenya Electricity Generating Company (KenGen) ha fatto visita al Presidente dell’Assemblea Nazionale per discutere della Nuclear Regulatory Act e rafforzare “la collaborazione istituzionale e il sostegno politico per il programma nucleare.”

Tuttavia, Adow ha messo in guardia dai rischi di contaminazione nucleare nel Lago Vittoria, definendo un potenziale disastro. Ha citato un rapporto del 2024 del Council on Strategic Risks, secondo il quale “il collasso della biodiversità nel Bacino del Lago Vittoria potrebbe innescare conflitti, instabilità economica, migrazioni e insicurezza in tutta l’Africa orientale.”


“Già ora, il calo delle popolazioni ittiche, l’inquinamento e il degrado ambientale stanno minacciando i mezzi di sussistenza, la coesione sociale e la stabilità regionale. Le milioni di persone che vivono attorno a questo lago necessitano di protezione ecologica, non di un monumento a un Baal energetico,” ha dichiarato Adow.

In un contesto di crescente domanda di energia e cambiamento climatico, il dibattito sull’energia nucleare in Kenya non è solo una questione tecnologica, ma anche una questione di giustizia sociale e sostenibilità economica. I cittadini, le organizzazioni locali e internazionali continueranno a monitorare la situazione mentre il governo evaluta le sue opzioni energetiche future.

Fonti: Kenya’s Energy and Petroleum Ministry, NuPEA Official Website.

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Luigi Salemi: