Mariano Cenamo: Un Pioniere della Bioeconomia Amazzonica
Mariano Cenamo ha dedicato più di due decenni alla sfida di rendere le foreste in piedi economicamente competitive rispetto all’allevamento di bestiame e ad altre attività che conducono alla deforestazione dell’Amazzonia. È stato fondamentale nella creazione di Idesam, un istituto che promuove la conservazione e lo sviluppo sostenibile della regione, e ha supportato una nuova generazione di imprese ecologiche. La sua carriera è evoluta da iniziative sul carbonio forestale e REDD+ verso l’agroforestazione, investimenti e imprenditorialità, sempre orientata alla creazione di fonti di reddito pratiche per le comunità locali.
Nel suo lavoro, Cenamo ha costantemente cercato di integrare la sostenibilità ambientale con le esigenze economiche delle persone che vivono nell’Amazzonia. L’8 luglio, all’età di 46 anni, Cenamo è scomparso dopo aver lottato contro il cancro per diversi anni.
La Bioeconomia Amazzonica: Un Futuro Sostenibile
Uno dei problemi persistenti per chi cerca di proteggere l’Amazzonia è l’insufficienza del valore economico attribuito alle foreste intatte. Un ettaro di foresta conserva carbonio, regola le risorse idriche, supporta la fauna selvatica e offre cibo e materiali agli abitanti. Tuttavia, molti di questi benefici non vengono riflessi nei bilanci economici, mentre l’allevamento, il disboscamento per legname e altre industrie sono sempre più redditizie. Così, per agricoltori, aziende o governi locali, la deforestazione risulta più vantaggiosa dal punto di vista economico.
La bioeconomia dell’Amazzonia è emersa con l’intento di modificare questo scenario. Comprende attività legate ai prodotti forestali, all’agroforestazione, alla biotecnologia e ai mercati del carbonio, tutte destinate a mantenere in vita le foreste. L’obiettivo è rendere queste attività economicamente sostenibili su larga scala.
Cenamo, originario di São Paulo, si trasferì a Manaus nel 2003, dove iniziò a lavorare sulle problematiche della conservazione. Colpito dalla distanza tra il lavoro di conservazione e le realtà economiche delle persone nella regione, ha co-fondato Idesam nel 2004. I primi passi furono modesti, e Cenamo si descrisse come un “ING”, un individuo non governativo, che trasportava un computer nello zaino.
Uno dei suoi più significativi interessi fu REDD+, un sistema pensato per compensare i paesi per la riduzione delle emissioni dovute alla deforestazione. Cenamo diventò un sostenitore attivo di questa iniziativa in Brasile. Anche se riconosceva le sue imperfezioni, credeva nelle sue potenzialità.
Le sue idee si ampliarono nel tempo, includendo l’agroforestazione, l’imprenditorialità e il concetto di bioeconomia. In Apuí, un comune nel sud dell’Amazzonia, il team di Idesam lavorò con agricoltori per trasformare i pascoli degradati in sistemi agroforestali produttivi. Cenamo spiegava questo passaggio con semplici calcoli economici, evidenziando come un ettaro di pascolo potesse generare annualmente solo R$700-800, mentre i sistemi agroforestali per il caffè potevano arrivare a generare fino a R$10.000.
Mariano Cenamo viaggiava spesso con pacchetti di caffè per promuovere il prodotto, diventando in alcuni casi l’ambasciatore più appassionato di Café Apuí. Il suo approccio era caratterizzato da interazioni fluide con leader indigeni, investitori e imprenditori, ascoltando attentamente e mettendo in contatto diverse realtà.
Cenamo si rese conto che gli imprenditori dell’Amazzonia necessitavano di un capitale paziente e assistenza tecnica per prosperare. Criticò le aspettative degli investitori influenzati dal modello di Silicon Valley, sostenendo che la costruzione di un’impresa nella regione richiede più tempo e un mix differente di investimenti.
Un aspetto fondamentale per lui era la decentralizzazione della bioeconomia. La varietà dell’Amazzonia rendeva necessaria l’emergere di un gran numero di piccole aziende locali, ciascuna adattata alle specificità del proprio territorio.
Cenamo sapeva che i mercati non erano sufficienti. Propose misure per rafforzare le istituzioni pubbliche responsabili della tutela ambientale e dei diritti indigenti. Sottolineava che le imprese illegali erano avvantaggiate dalla debolezza dei controlli. La giustizia sociale era sempre presente nel suo pensiero; voleva sapere chi sta beneficiando delle decisioni economiche e quali sarebbero state le ripercussioni per le comunità locali.
Anche quando la sua malattia lo costringeva a ritirarsi dalla maggior parte delle sue attività, continuò a pensare a come promuovere l’imprenditorialità amazzonica. Cenamo ha collaborato alla creazione di progetti innovativi come l’acceleratore di investimenti AMAZ e il festival Fiinsa per l’imprenditorialità.
Mariano Cenamo è scomparso il 10 luglio, ma il suo lavoro e le sue idee vivranno attraverso le iniziative e le imprese che ha aiutato a far crescere. Il problema che lo aveva spinto a dedicare la sua vita alla causa della bioeconomia rimane attuale e richiede un impegno collettivo.
Fonti ufficiali: Idesam, Reset, Folha Press.
Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it