Accordo commerciale USA-Indonesiane criticato per colonialismo estrattivo su miniere e combustibili fossili.

Accordo commerciale USA-Indonesiane criticato per colonialismo estrattivo su miniere e combustibili fossili.

Allerta per l’Accordo Commerciale tra Stati Uniti e Indonesia

Già preoccupati per l’ambiente, gli attivisti negli Stati Uniti e in Indonesia segnalano che un nuovo accordo commerciale potrebbe accelerare l’estrazione mineraria, l’uso di combustibili fossili e la deforestazione. Questo accordo presenta salvaguardie ambientali deboli e non vincolanti, suscitando timori per l’impatto sulle comunità locali e sugli ecosistemi già a rischio.

Critici sottolineano che l’accordo rischia di modificare il percorso di sviluppo dell’Indonesia, dando priorità all’estrazione delle risorse a discapito della protezione ecologica e trasferendo i costi ambientali e sociali alle comunità vulnerabili. Firmato il 19 febbraio dopo mesi di negoziazioni, l’accordo è stato influenzato dalle tariffe imposte dalla precedente amministrazione Trump, ma da allora la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato quelle tariffe, lasciando aperte molte domande sulla legittimità degli accordi stipulati in tale contesto.

L’amministrazione indonesiana sta accelerando l’attuazione dell’accordo, sostenendo che l’Accordo sul Commercio Reciproco (ART) sarà il principale riferimento per le relazioni commerciali bilaterali. Questo accordo sancisce l’apertura del settore minerario indonesiano verso maggiori investimenti americani, il che potrebbe significare un incremento dell’estrazione mineraria, specialmente del nichel, già fortemente tollerato dall’industria locale.


Rischi Ambientali e Sociali

L’accordo stabilisce obblighi per l’Indonesia nel concedere ai investitori statunitensi un trattamento non meno favorevole di quello riservato alle aziende locali in tutta la catena del valore delle risorse minerarie e energetiche. Questa misura è vista come un tentativo di aumentare la partecipazione delle imprese americane in un settore attualmente dominato da investitori stranieri, in particolare cinesi, che controllano la maggior parte dell’industria del nichel indonesiana.

Critiche severe vengono formulate da esperti che evidenziano come le disposizioni dell’accordo possano compromettere il controllo statale sulle risorse naturali. Inoltre, l’accordo richiede la rimozione delle restrizioni all’esportazione che già mette in difficoltà l’Indonesia nel promuovere la capacità di lavorazione locale. Investitori e attivisti avvertono che queste azioni non solo porterebbero a un aumento dell’inquinamento, ma anche a conflitti terrieri e alla perdita di foreste.

I danni ambientali legati all’estrazione del nichel sono già evidenti in regioni come Sulawesi Centrale e le Maluku, dove l’inquinamento dell’aria e dell’acqua ha causato inondazioni più frequenti e frane. Astuti Kilwouw, direttrice del capitolo di Walhi nelle Maluku, sostiene che l’accordo non farà altro che intensificare questi impatti ecologici già devastanti.


Impatti sul Clima e Sfiducia nelle Promesse Energetiche

L’accordo include anche impegni per importare circa 15 miliardi di dollari di beni energetici statunitensi all’anno, inclusi gas liquefatti e petrolio greggio. Una mossa che, secondo gli analisti, potrebbe aumentare la dipendenza dell’Indonesia dai combustibili fossili, contraddicendo gli sforzi per ridurre le importazioni di petrolio e passare a energie rinnovabili.

L’Indonesia mira a soddisfare il 74% del proprio fabbisogno energetico con fonti rinnovabili, ma tali impegni a lungo termine riguardo i combustibili fossili potrebbero ostacolare i progressi verso questo obiettivo. In particolare, l’incidenza di centrali a carbone alimentate localmente per la lavorazione del nichel amplifica i rischi associati all’estrazione mineraria, contribuendo all’inquinamento atmosferico e idrico nelle comunità circostanti.

Gli attivisti collegano l’accordo a cambiamenti più ampi nella politica climatica americana sotto la presidenza Trump, e avvertono che le misure di sviluppo dei corridoi di esportazione sulla costa occidentale degli Stati Uniti potrebbero mettere a repentaglio gli sforzi globali di decarbonizzazione. Patria Rizky Ananda, attivista di Walhi, afferma che l’accordo può esasperare ulteriormente la contraddizione del passaggio a un’energia più verde, mentre l’estrazione di minerali “verdi” continua a fare affidamento su pratiche non sostenibili.

Iniziative per la Protezione Ambientale

L’accordo menziona misure per combattere la deforestazione e rafforzare i sistemi di legalità del legname. Tuttavia, gli esperti avvertono che queste azioni non affrontano le cause strutturali della deforestazione. Le concessioni minerarie per il nichel coprono attualmente oltre 1,03 milioni di ettari di terra, gran parte dei quali si trova all’interno delle aree forestali. L’espansione dell’estrazione mineraria non solo pone a rischio le foreste, ma minaccia anche la biodiversità e la stabilità degli ecosistemi.

Walhi invita il governo indonesiano a rinunciare a questo accordo commerciale, ritenendo che non rispetti gli obblighi di protezione e ripristino ambientale. Questo appello è sostenuto da evidenze chiare delle gravi conseguenze già in atto a causa dell’estrazione mineraria e della pressione sul territorio, specialmente nelle aree ricche di biodiversità e nelle terre indigene.

Per ulteriori informazioni e dettagli, puoi consultare fonti ufficiali come il sito del Ministero dell’Ambiente e della Foresta dell’Indonesia e il rapporto di Walhi.

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