Palermo, inaugurata la Sala delle Donne: omaggio alle siciliane che hanno fatto la storia

Palermo, inaugurata la Sala delle Donne: omaggio alle siciliane che hanno fatto la storia

PALERMO – Un luogo dedicato alle donne che hanno contribuito a cambiare la storia di Palermo e della Sicilia, dalla cultura alla politica, dalla scienza all’impegno civile e alla lotta per i diritti. È stata inaugurata la “Sala delle Donne”, promossa da Terziario Donna Confcommercio con il patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati e ospitata all’interno del Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

L’iniziativa vuole restituire visibilità a figure femminili che, in epoche diverse, hanno lasciato un segno nella società siciliana, ma il cui contributo non sempre ha trovato il giusto riconoscimento nei racconti storici.

Non una semplice esposizione, dunque, ma uno spazio di memoria e consapevolezza, pensato soprattutto per le nuove generazioni.

Da Franca Florio a Francesca Morvillo: le protagoniste

Il percorso attraversa secoli di storia, dal Medioevo ai giorni nostri, attraverso i volti e le vicende di donne che si sono distinte in ambiti differenti.

Tra le protagoniste figurano Santa Rosalia, Costanza d’Altavilla, Franca Florio, Elda Pucci, Giuliana Saladino, Elvira Sellerio, Francesca Morvillo, Maria Falcone, Franca Viola e Rita Atria.

La Sala ricorda anche Adelasia del Vasto, Nina Siciliana, Bella de Paija, Virdimura de Medico, Bianca di Navarra, Eleonora de Moura, Maria Paternò, Giuseppa Calcagno, Giuseppina Turrisi Colonna, le donne dei Fasci Siciliani, Ottavia Penna Buscemi, Vittoria Giunti, Concetta Mezzasalma e Margherita De Simone.

Un insieme di storie che racconta il coraggio di chi ha superato barriere sociali, conquistato ruoli fino ad allora preclusi alle donne o contribuito a difendere libertà e diritti fondamentali.

Patrizia Di Dio: «Donne presenti nella storia, ma spesso assenti nelle narrazioni»

Il progetto affonda le sue radici nel 2016, quando a Montecitorio venne inaugurato uno spazio dedicato alle prime donne entrate nelle istituzioni della Repubblica italiana.

Fu Terziario Donna Confcommercio, allora guidato da Patrizia Di Dio, a promuovere la diffusione dell’iniziativa sul territorio nazionale.

«Questa Sala – racconta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo – nasce per dare un tangibile riconoscimento alle tante donne palermitane e siciliane presenti nei fatti e nella storia di questa terra ma spesso assenti nelle narrazioni».

Di Dio sottolinea il valore delle figure selezionate.

«Abbiamo privilegiato donne che sono dei modelli, che hanno aperto una strada, superato un limite, ricoperto per prime un ruolo o reso possibile qualcosa che fino ad allora sembrava non esserlo».

L’inaugurazione assume un significato particolare nel 2026, anno in cui ricorrono gli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia.

Maria Falcone: «Un luogo per trasmettere responsabilità ai giovani»

La collocazione della Sala all’interno del Museo del Presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino rafforza il legame tra memoria storica e impegno civile.

La presidente della Fondazione Falcone, Maria Falcone, ha accolto positivamente l’iniziativa.

«Sono felice che il Museo del Presente accolga la Sala delle Donne. In questo luogo custodiamo la memoria di mio fratello Giovanni e di Paolo Borsellino e cerchiamo di trasmettere ai più giovani il senso di responsabilità con cui hanno servito le istituzioni».

Un valore che, secondo Maria Falcone, accomuna le storie delle donne protagoniste dell’esposizione.

«Ciascuna, nel proprio tempo e nel proprio lavoro, ha contribuito alla crescita della Sicilia, difendendo diritti, assumendo incarichi fino ad allora preclusi alle donne o aprendo nuove possibilità per chi è venuto dopo».

Da Elda Pucci a Franca Viola, storie di coraggio e libertà

Tra le figure ricordate spicca Elda Pucci, sindaca di Palermo dal 1983 al 1984, prima donna alla guida di una grande città italiana. Durante il suo mandato il Comune si costituì per la prima volta parte civile in un processo di mafia.

C’è poi Franca Viola, la giovane di Alcamo che negli anni Sessanta rifiutò il matrimonio riparatore con il proprio aggressore, diventando un simbolo dell’autodeterminazione femminile.

La Sala rende omaggio anche a Francesca Morvillo, magistrata uccisa nella strage di Capaci del 23 maggio 1992 insieme al marito Giovanni Falcone e agli agenti della scorta.

E ancora Rita Atria, giovane testimone di giustizia che scelse di ribellarsi alla mafia, e Giuliana Saladino, giornalista e intellettuale protagonista della vita culturale e civile palermitana.

Il percorso comprende inoltre donne che hanno lasciato un segno nella medicina, nella letteratura, nell’editoria e nelle battaglie sociali.

Un messaggio rivolto alle nuove generazioni

La presidente di Terziario Donna Confcommercio, Margherita Tomasello, evidenzia la funzione educativa dell’iniziativa.

«Questa Sala vuole parlare soprattutto alle ragazze e ai ragazzi che la visiteranno – spiega – per dire loro che dietro ogni strada che oggi percorriamo con naturalezza c’è stato qualcuno che, prima di noi, ha avuto il coraggio di aprirla».

La ricerca storiografica è stata curata dall’avvocata Concetta Giallombardo, che ha ricostruito le vicende delle protagoniste, comprese alcune figure rimaste a lungo ai margini della memoria collettiva.

«Un impegno gratificante, premiato dalla conoscenza storica di queste donne formidabili, alcune delle quali sono emerse da un oblio consolidato dall’esercizio del potere maschile che nel passato tendeva a cancellare il contributo delle donne nella trasformazione della società», ha dichiarato Giallombardo.

La nuova Sala delle Donne si propone così come un luogo di memoria viva, capace di raccontare il contributo femminile alla storia siciliana e di offrire alle nuove generazioni esempi di libertà, responsabilità e partecipazione civile.

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