Cgil Palermo, indetta mobilitazione sociale contro il carovita

Cgil Palermo, indetta mobilitazione sociale contro il carovita

Indetta dall’assemblea generale della Cgil Palermo una manifestazione per il 14 ottobre, da palazzo Comitini alla Prefettura, per denunciare lo stato di crisi della città che fa i conti con il carovita. Con l’elaborazione di alcune proposte, a partire dal riconoscimento di abbonamenti Ast, Amat, Trenitalia a prezzo ridotto del 50 per cento per lavoratori dipendenti, precari e pensionati con reddito fino a 35 mila euro. O come l’istituzione di un bonus regionale di 300 euro annui per l’acquisto di carburante per i pendolari e di un contributo fino a 500 euro per la spesa energetica familiare, per redditi Isee fino a 20.000 euro. Per finire con la richiesta di un piano generale per la crescita e lo sviluppo della provincia di Palermo, sia dal punto di vista industriale che dei servizi e delle infrastrutture.

Una mobilitazione civile e popolare, il cui slogan è “No al carovita, no all’ingiustizia sociale. Palermo si mobilita”, aperta alla città e alle associazioni e che si collegherà alla mobilitazione nazionale lanciata dalla Cgil e al percorso de La Via Maestra, con la grande manifestazione nazionale prevista per il prossimo 17 ottobre a Roma.

L’ordine del giorno votato dall’assemblea, che indice la mobilitazione sociale e un percorso di altre iniziative, è partito dai dati in aumento del costo della vita: i costi per casa, acqua, elettricità e gas aumentati dell’11,9 per cento, alimentari e carne rincarati del 5 per cento, prezzo degli ortaggi salito del 3,6 per cento, quello dell’elettricità del 20,8 per cento, il gas salito del 16, 2 per cento, la raccolta di rifiuti del 14,8 per cento, i carburanti del 19 per cento, l’aereo dell’11,5 per cento.

Un costo della vita alle stelle: l’inflazione a Palermo è salita del 3,9 per cento rispetto alla media nazionale del 3,3 per cento. E poi: welfare azzerato, una sanità impossibile tra carenza di personale, pronto soccorso sovraccarichi, liste d’attesa crescenti, distretti territoriali sotto pressione, emergenza abitativa irrisolta, illegalità diffusa anche in provincia e un processo di deindustrializzazione in corso che non può essere compensato solo dal turismo.

Nel corso dell’assemblea la discussione, e l’espressione di profonda preoccupazione, ha coinvolto le categorie, impegnate tutte quante nella mobilitazione. L’assemblea, alla quale era presente il segretario generale Cgil Sicilia Alfio mannino, ha denunciato inoltre l’insufficienza, per non dire l’incapacità, dell’azione politica e amministrativa della Regione e della Città Metropolitana. “Il Comune di Palermo, nonostante le nostre richieste continue su Pnrr, bilancio, piano di riequilibrio ed emergenze sociali – dice il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo – nega di fatto il confronto e scarica sulla città il prezzo di scelte sbagliate. Le emergenze non possono più essere negate, come si è fatto per tanto tempo, parlando di percezione o esorcizzandole”.

“Per quanto riguarda le aziende partecipate – aggiunge Ridulfo – quello che si sta consumando non è un disastro annunciato: è costruito, volto a dimostrare, come necessario e ineluttabile, il processo di privatizzazione. Meno risorse, meno dipendenti, più servizi tagliati. E mentre si smantella il servizio pubblico, si impone un taglio del 30 per cento del salario accessorio ai lavoratori. È inaccettabile”.

Le assemblee nei prossimi giorni partiranno in tutti luoghi di lavoro, con una giornata straordinaria di assemblee e di volantinaggio per le strade l’8 ottobre.

La Cgil Palermo porterà ai tavoli le sue rivendicazioni territoriali per la provincia di Palermo e per la Regione Siciliana: oltre al riconoscimento di abbonamenti dei trasporti a prezzo ridotto, ci sono anche le richieste di una imposta Irpef regionale e comunale più giusta, con una vera progressività, l’esenzione totale per i redditi da lavoro dipendente e pensione sotto i 12.000 euro, l’ aumento della soglia Isee per il contributo regionale per l’acquisto di libri di testo per le famiglie dei dipendenti e dei precari. C’è anche la richiesta di una rete territoriale per affrontare le fragilità dei più anziani, la prorità assoluta della vertenza per la sicurezza nei posti di lavoro, l’emergenza sociale dell’abitare, l’ambiente.

E a livello nazionale, la Cgil Palermo si schiera a sostegno del fatto che le richieste nazionali di sterilizzazione del drenaggio fiscale, attraverso l’indicizzazione all’inflazione di tutti i parametri Irpef, vengano attuate per non far pagare ai lavoratori e pensionati, oltre all’erosione del potere d’acquisto a causa dell’inflazione, anche maggiori imposte non dovute. E che venga introdotto un contributo di solidarietà sulle grandi ricchezze per ottenere un gettito di 26 miliardi annui da redistribuire e da destinare, in particolare, all’incremento del finanziamento di una sanità pubblica che oggi è a rischio di implosione.

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