Ricci in città: come aiutarli senza fare danni
Vederne uno attraversare una strada, aggirarsi in un giardino o cercare cibo tra le foglie può sorprendere, soprattutto se si vive in città. Eppure i ricci europei si sono adattati sempre più agli ambienti urbani, dove trovano giardini, aree verdi, cespugli e piccoli rifugi. La loro presenza, però, li espone anche a numerosi pericoli: automobili, cani, giardini poco sicuri, pesticidi e pozze d’acqua dalle quali possono non riuscire a uscire.
La prima regola, quindi, è semplice: non sempre un riccio ha bisogno del nostro intervento. Se appare vigile, si muove normalmente e non presenta ferite evidenti, è spesso meglio osservarlo senza cercare di catturarlo o portarlo via.
Quando intervenire e quando lasciarlo libero
Un riccio che cammina tranquillamente di sera o durante la notte, annusa il terreno e cerca insetti è generalmente impegnato nelle sue normali attività. Non bisogna prenderlo in braccio soltanto perché lo si incontra in un luogo insolito.
Diverso è il caso di un animale trovato ferito, sanguinante, molto debole, immobile per lungo tempo, con difficoltà a respirare o incapace di raggomitolarsi. Anche un riccio trovato in pieno giorno non deve essere automaticamente considerato in difficoltà: una madre può essere in cerca di cibo oppure l’animale può essere stato disturbato. Tuttavia, se appare confuso, debilitato o resta esposto senza reagire, è opportuno chiedere consiglio a un centro di recupero della fauna selvatica o a un veterinario.
Particolare attenzione va prestata ai cuccioli. Se si trova un piccolo riccio apparentemente solo, non bisogna portarlo immediatamente a casa: potrebbe esserci una madre nelle vicinanze. Prima di intervenire è meglio contattare un esperto e seguire le sue indicazioni.
