Perché la cicala fa quel suono caratteristico e quanto vive: il segreto dell’insetto simbolo dell’estate
Con il caldo estivo torna puntuale uno dei suoni più riconoscibili delle giornate di luglio e agosto: il frinire delle cicale. Un rumore intenso e continuo che accompagna le ore più calde, soprattutto nelle campagne, nei parchi e nelle zone alberate. Ma perché la cicala emette questo verso così particolare? E quanto dura davvero la sua vita?
Contrariamente a quanto spesso si pensa, il caratteristico “canto” della cicala non è prodotto dalla bocca, ma da un particolare organo presente nell’addome chiamato timbalo. Si tratta di una struttura formata da membrane elastiche che il maschio riesce a far vibrare rapidamente grazie alla contrazione di specifici muscoli. Queste vibrazioni producono il tipico suono metallico e ritmico che conosciamo.
Il verso ha soprattutto una funzione riproduttiva: il maschio lo utilizza per attirare le femmine e segnalare la propria presenza. Ogni specie di cicala ha un richiamo specifico, con frequenze e ritmi differenti, che permettono agli esemplari della stessa specie di riconoscersi. Il suono può diventare molto intenso perché l’addome della cicala funziona come una sorta di cassa di risonanza, amplificando le vibrazioni prodotte.
Il caldo favorisce l’attività delle cicale. Essendo insetti a sangue freddo, regolano la propria temperatura in base all’ambiente esterno: quando le giornate sono più calde, i muscoli responsabili del canto lavorano meglio e il frinire diventa più frequente e potente.
