“Ricordo di Paolo Borsellino”, celebrazione nell’aula magna della Corte d’Appello
Un forte richiamo alla ricerca della verità e alla memoria delle vittime delle stragi mafiose è arrivato oggi dall’aula magna della Corte d’Appello di Palermo, dove si è svolta la celebrazione “Ricordo di Paolo Borsellino”, a pochi giorni dall’anniversario della strage di via D’Amelio del 19 luglio 1992.
Tra gli interventi più significativi quello di Lucia Borsellino, figlia del magistrato ucciso insieme ai cinque agenti della scorta, che ha ribadito l’importanza di proseguire il percorso di accertamento della verità, anche a distanza di oltre trent’anni dai fatti.
Il richiamo all’Agenda Rossa
Lucia Borsellino ha ricordato di essere stata una delle testimoni oculari dell’Agenda Rossa del padre, scomparsa subito dopo l’attentato, sottolineando come la sua sottrazione non debba rappresentare un ostacolo alla ricerca della verità.
“La sua sparizione non può fermare la ricerca della verità”, ha affermato, evidenziando che pensare il contrario significherebbe vanificare il lavoro svolto negli anni dalle istituzioni impegnate nelle indagini e nell’accertamento dei fatti.
Nel suo intervento ha inoltre espresso fiducia nell’operato della magistratura e delle istituzioni che continuano a lavorare per fare luce sulle stragi mafiose, citando in particolare la Procura di Palermo, la Procura di Caltanissetta e la Commissione parlamentare Antimafia.
“Non possiamo né intendiamo esimerci dal fare la nostra parte”, ha dichiarato, spiegando come la famiglia Borsellino, pur non amando la dimensione pubblica, ritenga un dovere morale contribuire alla ricostruzione completa degli eventi che hanno segnato una delle pagine più drammatiche della storia italiana.
Secondo Lucia Borsellino, sono ancora numerosi gli aspetti che attendono di essere chiariti e proprio per questo è necessario continuare a sostenere il lavoro delle istituzioni impegnate nella ricerca della verità.
Lagalla: “La memoria deve tradursi in impegno concreto”
Alla commemorazione ha preso parte anche il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, che ha richiamato il valore attuale dell’eredità lasciata da Paolo Borsellino.
Il primo cittadino ha ricordato le parole pronunciate dal presidente della Corte d’Appello Antonio Balsamo, sottolineando come il sacrificio del magistrato e di tutte le vittime delle stragi mafiose non appartenga soltanto alla memoria, ma rappresenti ancora oggi un richiamo concreto all’impegno quotidiano delle istituzioni e della società civile.
Lagalla ha definito particolarmente significativo l’intervento di Lucia Borsellino, evidenziando la dignità e il forte senso delle istituzioni con cui ha ribadito la necessità di proseguire il percorso verso la piena verità sulla strage e sulla scomparsa dell’Agenda Rossa.
Il sindaco ha inoltre espresso riconoscenza nei confronti della magistratura, della Direzione distrettuale antimafia, delle forze dell’ordine e degli investigatori impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, ricordando i risultati ottenuti nelle recenti operazioni contro le reti mafiose responsabili di estorsioni, intimidazioni e violenze sul territorio.
“Palermo deve continuare a essere la città che sostiene chi denuncia e chi lavora onestamente”, ha affermato Lagalla, ribadendo la vicinanza delle istituzioni ai commercianti e agli imprenditori che subiscono minacce e pressioni criminali.
La giornata di commemorazione si è così trasformata in un momento di riflessione collettiva sul valore della memoria, della giustizia e dell’impegno civile, nel segno dell’eredità morale lasciata da Paolo Borsellino e da tutte le vittime della mafia.
