Palermo abbraccia la Santuzza: successo per il 402° Festino di Santa Rosalia
Una città unita dalla fede, dalla tradizione e dall’arte ha celebrato il 402° Festino di Santa Rosalia, confermando ancora una volta il profondo legame tra Palermo e la sua patrona. Migliaia di cittadini e visitatori hanno preso parte alle manifestazioni organizzate dal Comune di Palermo, che hanno trasformato il cuore storico della città in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Le celebrazioni sono iniziate al Piano di Palazzo Reale con uno spettacolo dedicato al racconto dell’arrivo della peste del 1624, evento che segnò profondamente la storia palermitana e che trovò nella figura di Santa Rosalia un simbolo di speranza e rinascita. Un suggestivo videomapping monumentale proiettato sulla facciata del Palazzo Reale, accompagnato dalla narrazione dell’attore Dario Aita su testi di Fabrizio Pedone, ha ripercorso la capacità della città di trasformare le proprie ferite in bellezza condivisa.
Successivamente il Carro Trionfale ha iniziato il suo percorso lungo corso Vittorio Emanuele fino alla Cattedrale. Dal sagrato, l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, ha rivolto il tradizionale messaggio alla città, ponendo al centro del suo intervento i giovani, la speranza e la necessità di costruire un futuro più giusto e inclusivo.
Le parole dell’Arcivescovo Corrado Lorefice
«Santa Rosalia, amata nostra Santuzza e nostra celeste Patrona, stasera tu ci vuoi parlare attraverso il messaggio di alcuni giovani della tua e nostra Città, figli e figlie di questo nostro tempo ma ugualmente belli e coraggiosi come te, ispirati come te. Sono stati donati dalla vita a questa terra bella e tormentosa», ha affermato Lorefice. L’arcivescovo ha sottolineato come le parole dei giovani e della stessa Santa arrivino al cuore di una città segnata da «nuove e vecchie ferite, sofferenze e contraddizioni, ansie e paure, privazioni e incertezze, violenza e morte», ma allo stesso tempo animata da «inequivocabili segni di speranza».
Nel suo messaggio, il presule ha evidenziato l’urgenza di un impegno collettivo per il riscatto della città. «Parole che risuonano nel nostro oggi che grida l’urgenza di aria pulita, di resistenza, di liberazione, di riscatto, di futuro», ha detto, ribadendo che questo futuro deve appartenere a tutti: bambini, giovani, adulti e anziani, così come alle diverse comunità che oggi rendono Palermo una città multiculturale e aperta.
Particolare attenzione è stata dedicata agli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, protagonisti di un progetto artistico ispirato alla figura della Santuzza. «Sono le parole delle allieve e degli allievi dell’Accademia delle Belle Arti della nostra città, dei nostri giovani figli, che hanno accettato di raffigurare Santa Rosalia prevalentemente con la tecnica dell’acquaforte e dell’acquatinta», ha spiegato Lorefice. Le opere realizzate dagli studenti sono esposte nella Cappella di Santa Rosalia all’interno della Cattedrale e accompagnate da didascalie che ne illustrano il significato.
Grande emozione ha suscitato l’apparizione della statua di Santa Rosalia, raffigurata avvolta da 300 farfalle luminose e collocata su un innovativo bio-carro concepito come un giardino botanico del Mediterraneo. Tra le mani della Santuzza spiccavano una croce realizzata con il legno delle imbarcazioni dei migranti e un ramo d’ulivo, simboli di pace e fratellanza. Sul petto, la conchiglia del pellegrino ha reso omaggio alla memoria di Fratel Biagio Conte, figura particolarmente amata dalla comunità palermitana.
Sul sagrato della Cattedrale si è svolta la seconda spettacolarizzazione della serata, articolata nei tre atti “La Peste”, “La Fede” e “Il Rito”. Danza, teatro e musica si sono intrecciati in una rappresentazione intensa, accompagnata dalle sonorità della Batèria Siciliana e dalle interpretazioni delle attrici Giusy Buscemi ed Ester Pantano.
«Viva Palermo, viva Santa Rosalia!»
Il corteo ha poi proseguito il proprio cammino lungo il Cassaro fino ai Quattro Canti, luogo simbolo della città, dove il racconto si è concentrato sull’eredità normanna e sul rapporto tra passato e presente. Come da tradizione, il sindaco Roberto Lagalla ha salutato la folla dal Carro Trionfale con il celebre grido: «Viva Palermo, viva Santa Rosalia!», accolto dall’entusiasmo dei presenti.
Tra le novità di questa edizione anche la collaborazione tra il Comune di Palermo, la produzione dell’evento e il Palermo F.C. I giovani atleti del settore giovanile rosanero hanno infatti indossato il nuovo kit casalingo della stagione 2026/27, impreziosito da una speciale personalizzazione dedicata alla Santuzza.
La serata si è conclusa al Foro Italico con il tradizionale spettacolo pirotecnico sul mare, realizzato da La Rosa International Fireworks, che ha illuminato il cielo di Palermo regalando un finale suggestivo e carico di emozioni.
L’organizzazione generale del Festino è stata curata da ODD Agency in partnership con CoopCulture per conto del Comune di Palermo. La direzione artistica è stata affidata a Luca Pintacuda, mentre il Carro Trionfale è stato progettato dallo studio MCA – Mario Cucinella Architects. La statua di Santa Rosalia è opera di Filippo Sapienza, i costumi sono stati firmati da Carlos Navarrete-Patiño e Lidia Falletta e le musiche originali sono state composte da Santi Pulvirenti.
Il 402° Festino si conferma così non solo una delle manifestazioni religiose più importanti d’Italia, ma anche un grande evento culturale capace di unire memoria, arte, identità e partecipazione popolare nel segno della Santuzza, simbolo senza tempo della città di Palermo.
