Infanzia e adolescenza in Sicilia, prende forma la rete operativa della Garante regionale
Il viaggio con il Garante dei Minori Regione Sicilia va avanti: da convegnisti a manovali… forse corsari?
Si è avviata ufficialmente il 10 luglio la fase operativa della Rete di management che affianca la Garante regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Sicilia, Daniela Perricone. Un organismo che riunisce professionalità e istituzioni diverse, rappresentanti del privato sociale, dell’ANCI, delle Diocesi, della magistratura e della dirigenza amministrativa, con l’obiettivo di rafforzare le politiche dedicate ai minori sul territorio regionale.
L’iniziativa rappresenta un passo avanti rispetto ai tradizionali tavoli tecnici consultivi, trasformandoli in strumenti propositivi e operativi attraverso la costituzione di staff dedicati alle principali aree di intervento emerse durante l’incontro di insediamento svoltosi a Enna il 12 giugno scorso.
Tra gli ambiti individuati come prioritari figurano l’area giuridica e giudiziaria, le iniziative di prevenzione e cura, la progettazione del futuro Piano Regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza e la formazione. Particolare attenzione sarà riservata ai nuovi percorsi formativi per curatori speciali dei minori e tutori volontari, oltre alla definizione di sistemi efficaci di monitoraggio e valutazione delle attività finanziate.
Alla rete sono stati chiamati a partecipare anche i referenti degli assessorati regionali che hanno risposto all’invito della Garante, in particolare quelli della Famiglia e dell’Istruzione e Formazione. Non risultano invece ancora pervenute adesioni dagli assessorati alla Salute, alla Cultura e allo Sport. Coinvolti inoltre i Garanti comunali attualmente in carica.
Le priorità e le criticità del territorio
Nel corso dei lavori è emersa anche una criticità significativa: l’assenza della figura del Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza in alcuni capoluoghi di provincia siciliani, tra cui Enna, Siracusa, Agrigento e Caltanissetta.
La prima fase del percorso si concluderà nella prima settimana di settembre, quando saranno definite le azioni e le attività da mettere concretamente in campo nei diversi territori.
“Si tratta di una svolta importante – sottolinea la Garante regionale Daniela Perricone – per rendere significativa una vera cultura dell’infanzia e dell’adolescenza nella nostra Regione, che troppo spesso appare assente. Dobbiamo passare da una cultura delle carte, talvolta appena sufficiente, al riconoscimento della persona che ogni minore rappresenta, dalla fase prenatale fino alla giovane età adulta, nelle diverse condizioni di vita”.
Secondo Perricone, dai tavoli di lavoro stanno emergendo percorsi innovativi, concreti e sostenibili, frutto della collaborazione tra i diversi soggetti istituzionali coinvolti e della capacità di elaborare soluzioni condivise ai problemi che riguardano bambini e adolescenti.
La Garante ricorda inoltre che la normativa vigente attribuisce all’ufficio oltre venti diverse linee di intervento, da sviluppare sia all’interno sia all’esterno dell’amministrazione regionale. Un’attività che deve avere come obiettivo prioritario il miglioramento delle condizioni di crescita, partecipazione e benessere dei minori e dei contesti in cui vivono.
Infine, Perricone richiama la necessità di un cambiamento culturale anche nel modo di concepire il ruolo dei Garanti. “Non figure da passerella istituzionale o semplici predicatori della cura – evidenzia – ma operatori che lavorano in squadra, capaci di costruire percorsi di prevenzione in grado di intercettare tempestivamente il disagio e le condizioni che lo generano, prima che si trasformino in emergenze”.
