Le aree marine protette vietano le barche da pesca, ma non possono fermare la deriva.
La Minaccia dei Dispositivi di Aggregazione di Pesci Derivanti (dFADs)
I Dispositivi di Aggregazione di Pesci Derivanti, noti come dFADs, sono ampiamente utilizzati dalle flotte di tonni per raccogliere e catturare pesci. Tuttavia, c’è un problema grave: questi dispositivi possono allontanarsi e finire in aree marine protette senza che le imbarcazioni attraversino i confini. Uno studio recente pubblicato su Science Advances ha evidenziato che i dFADs hanno probabilmente interagito con il 53% delle aree marine protette (AMP) a livello globale e si sono arenati in 174 di queste, inclusi luoghi che ospitano almeno 490 specie a rischio.
Questa situazione mette in evidenza una vulnerabilità nella protezione degli oceani: sebbene le AMP possano regolamentare la pesca all’interno dei loro confini, sono meno equipaggiate per gestire attrezzature industriali mobili che attraversano questi confini, affondano, si rompono o arrivano a riva. Le conseguenze ricadono spesso sui gestori delle AMP, le comunità insulari e i gruppi di conservazione.
