Maltrattava la convivente e la minacciava di morte: condannato a 3 anni
Anni di vessazioni, insulti e violenze. Il tribunale dispone anche il risarcimento dei danni alla vittima
Aveva trasformato la vita della convivente in un incubo fatto di minacce, insulti, aggressioni e continue vessazioni psicologiche. Per questo un uomo di 45 anni è stato condannato dal Tribunale di Palermo a tre anni di reclusione per maltrattamenti in famiglia, con l’aggravante dell’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.
Secondo quanto emerso nel corso del processo, l’uomo avrebbe sottoposto la compagna a sofferenze fisiche e morali quasi quotidiane, accompagnando le aggressioni con pesanti minacce. Tra le frasi contestate figurano espressioni come: «Ti prendo a calci nella pancia, ti faccio uscire il sangue dalla bocca e ti faccio cappottare con la macchina». Le intimidazioni avrebbero coinvolto anche la figlia minore e altri familiari della donna.
Le violenze iniziate nel 2021
I fatti risalgono al luglio del 2021. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il 45enne, spesso sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, avrebbe iniziato a minacciare di morte la convivente, sua coetanea, prospettando anche di cacciarla di casa e di sottrarle la figlia, che all’epoca aveva appena sei mesi.
La donna avrebbe inizialmente sopportato la situazione nella speranza che il compagno cambiasse comportamento e per tutelare la serenità della bambina. Nel frattempo aveva informato i carabinieri, preoccupata per l’incolumità della figlia.

