“BiblioComunità”: le biblioteche delle Madonie diventano hub sociali e la cultura entra in carcere con la rassegna del Termini Book Festival
Da sinistra Andrea Calabria e Deborah Madonia
Il progetto, che mira a coinvolgere oltre 1.500 persone, debutta in sinergia con la settima edizione del Termini Book Festival, portando una rassegna letteraria con autori e autrici di rilievo all’interno della Casa Circondariale “Antonino Burrafato” per favorire l’inclusione attraverso la lettura
Procede a gonfie vele il progetto BiblioComunità – Dove crescono le storie (2024-BIB-01451), un progetto sostenuto dalla Fondazione con il Sud e dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura che mira a trasformare le biblioteche della provincia di Palermo in centri culturali aperti e dinamici. L’iniziativa, della durata di circa due anni, vede la collaborazione di un vasto partenariato che include il CEIPES ETS (soggetto responsabile), numerosi comuni delle Madonie e la città di Termini Imerese.
Una delle prime e più significative tappe del progetto riguarda la partecipazione alla settima edizione del Termini Book Festival. In collaborazione con la Biblioteca Liciniana, BiblioComunità porterà una rassegna letteraria all’interno della Casa Circondariale di Termini Imerese, coinvolgendo scrittori di rilievo in un percorso di inclusione attraverso la lettura.
Andrea Calabria , referente CEIPES ETS, ha sottolineato l’importanza del progetto, spiegando che l’iniziativa nasce per potenziare i servizi bibliotecari e coinvolgere l’intera cittadinanza, dai giovani agli anziani, attraverso campagne social ed eventi tangibili. Secondo Calabria, l’anima dell’intervento risiede nella metamorfosi degli spazi di lettura: «Bibliocomunità ha un obiettivo che è quello di potenziare i servizi delle biblioteche, di rendere le biblioteche non soltanto luoghi dove venga custodito esclusivamente il libro, ma dei luoghi dove la comunità possa effettivamente ritrovarsi, iniziare a prosperare, a creare, ad avere delle idee». In merito alla rassegna nelle carceri, Calabria ha confermato che il Termini Book Festival, insieme alla biblioteca locale, guiderà questo percorso fondamentale per portare gli autori e il dibattito culturale dietro le sbarre, con la speranza di ottenere risultati concreti nei prossimi mesi.
Sulla stessa linea d’onda, Giorgio Lupo, direttore artistico del Termini Book Festival, ha espresso grande soddisfazione per l’integrazione tra le diverse realtà coinvolte nel progetto, definendo BiblioComunità un contenitore d’eccezione per la promozione della lettura. «È un’interazione tra realtà virtuose che hanno come obiettivo unico quello della promozione alla lettura», ha dichiarato Lupo, evidenziando come la sinergia sia l’elemento chiave del successo dell’iniziativa. Lupo ha inoltre osservato come il Termini Book Festival abbia agito da catalizzatore per lo sviluppo del territorio, affermando in modo figurato che il festival ha fatto da “lievito” per far crescere una rete di relazioni solida e sana, che oggi vede tutti gli attori protagonisti uniti verso un obiettivo comune.
Il sostegno istituzionale a BiblioComunità è stato confermato dal vicesindaco e assessore alla Cultura di Termini Imerese, Vincenzo Fasone, il quale vede nel progetto un’opportunità cruciale per consolidare le attività culturali come pilastri dello sviluppo cittadino. Fasone ha spiegato che la sua visione amministrativa punta a non relegare la cultura a un ruolo “residuale”, ma a trasformarla in un asse portante della crescita sociale, in linea con la missione del progetto di creare hub culturali aperti e dinamici. Definendo il suo approccio, l’assessore ha dichiarato: «A me piace sintetizzare le deleghe che mi sono state attribuite attraverso tre parole chiave: economia, cultura e pace», sottolineando come questo connubio rappresenti un manifesto per cambiare il modo di intendere le relazioni sociali nella comunità. Fasone ha inoltre evidenziato che l’unione tra economia e cultura nel contesto di BiblioComunità rappresenti: «Un messaggio molto chiaro di quello che vuole essere la declinazione da dare alla cultura all’interno di questa nostra comunità», mirando a generare un cambiamento che superi il semplice mecenatismo. Nonostante le sfide nel coinvolgere le nuove generazioni nelle “imprese culturali e creative”, l’assessore ha concluso ribadendo che la vasta rete di partner del progetto è la chiave del successo: «Sono convinto che tutti insieme, ognuno per la sua parte, ce la possiamo fare».
BiblioComunità coinvolgerà oltre 1.500 persone, tra cui minori, anziani e persone con disabilità, puntando su innovazione digitale (come l’uso di MLOL e una web radio) e sulla formazione di volontari. I comuni coinvolti includono, oltre a Termini Imerese, i centri di Alimena, Blufi, Castelbuono, Collesano, Gangi, Geraci Siculo, Isnello, Petralia Soprana e Petralia Sottana.

