Guerra e esilio: la crisi dei popoli indigeni Jiw e Nukak nell’Amazzonia colombiana.

Guerra e esilio: la crisi dei popoli indigeni Jiw e Nukak nell’Amazzonia colombiana.

La Violenza in Colombia: Scontri tra Gruppi Dissidenti e Dislocazione delle Comunità Indigene

A fine maggio, i conflitti nelle aree rurali della Colombia hanno causato la morte di almeno 48 persone. Gli scontri coinvolgono i gruppi dissidenti delle FARC, noti con i nomi in codice “Calarcá” e “Iván Mordisco”. Questi eventi hanno costretto dieci famiglie indigene Jiw a lasciare il comune di Mapiripán nel dipartimento di Meta, trovando rifugio nell’area urbana di San José del Guaviare.

Risultano in particolare allarmanti le violenze lungo la strada Tomachipán-Cumare, una via illegale usata da cellule armate dissidenti per il traffico di droga e armamenti. Gli esperti avvertono dell’importanza strategica di questa zona, che offre l’accesso a rotte cruciali nel dipartimento di Guaviare e vicinanza al confine venezuelano.


La Ripresa della Guerra e le Sue Conseguenze

Dal termine di maggio, le aree rurali di San José del Guaviare sono state nuovamente trasformate in un campo di battaglia. I conflitti tra i gruppi dissidenti delle FARC, demobilizzate nel 2016, sono ripresi con violenza. Le due fazioni principali, guidate rispettivamente da Alexander Díaz Mendoza (“Calarcá”) e Néstor Gregorio Vera Fernández (“Iván Mordisco”), hanno fatto registrare un bilancio drammatico.

I residenti della comunità di Cumare e delle comunità indigene Nukak e Jiw hanno cominciato a sentire colpi di arma da fuoco e si sono rifugiati in casa. Questo timore ha trasformato le loro vite quotidiane in un costante stato di allerta, limitando il movimento e sporadicamente rendendo impossibile comunicare con l’esterno.

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