Lee White: i cowboy del carbone e le promesse mancate nella conservazione africana

Lee White: i cowboy del carbone e le promesse mancate nella conservazione africana

Il Futuro del Bacino del Congo: Infrastruttura Critica per la Sicurezza Ambientale

In un’intervista con Mongabay, Lee White, ex ministro dell’ambiente del Gabon, sostiene che il Bacino del Congo debba essere considerato un’infrastruttura nazionale critica da difendere per garantire la sicurezza idrica e climatica futura dell’Africa. White presenta anche l’energia nucleare come un “male necessario” per soddisfare il fabbisogno energetico del continente, senza incorrere in crisi catastrofiche legate al clima e all’acqua. Secondo lui, la cattiva governance è il principale responsabile della distruzione ambientale associata all’estrazione mineraria.

White critica il sistema attuale di finanziamento del carbonio, affermando che i paesi sviluppati non hanno rispettato le loro promesse di compensazione nei confronti delle nazioni in via di sviluppo come il Gabon per la protezione delle foreste.

Investimenti e Sviluppo Sostenibile in Africa

Il 11 e 12 maggio 2026, si è svolto il summit Africa Forward a Nairobi, con la partecipazione di numerosi leader africani e figure politiche e della società civile. Questa conferenza ha avuto l’obiettivo di discutere investimenti potenziali, in particolare nei settori della transizione energetica e dell’assistenza finanziaria internazionale.

Lee White, presente al summit per discutere dei mercati del carbonio e dello sviluppo dell’Africa, è un cittadino naturalizzato gabonese originario del Regno Unito. Ha ricoperto la carica di direttore dell’Agenzia Nazionale dei Parchi Nazionali del Gabon (ANPN) nel 2009 e, dieci anni dopo, è diventato ministro dell’ambiente. Dopo il colpo di stato del 2023 che ha destituito il presidente Ali Bongo Ondimba, White ha lasciato il Gabon, ma non ha abbandonato l’Africa centrale. Durante il COP30, il vertice climatico dell’ONU che si è tenuto a Belém, Brasile, ha svolto il ruolo di inviato speciale per il Bacino del Congo.


La Critica di White al Finanziamento Ambientale

Durante il summit, il presidente francese Macron ha annunciato accordi con vari paesi africani, promettendo investimenti fino a 23 miliardi di euro. White esprime un’opinione scettica riguardo a tali promesse, richiamando alla mente che poche risorse promesse in passato sono mai state effettivamente allocate.

“Io ho visto promesse di finanziamento molto ottimistiche che si sono rivelate irrealizzabili,” afferma. Aggiunge che le difficoltà nel rispettare i termini di spesa, imposti dai donatori, rappresentano un ulteriore ostacolo per i paesi africani.

White evidenzia l’importanza di gestire le risorse naturali come un’infrastruttura cruciale: “Se perdiamo le foreste, perdiamo la pioggia in Africa.” Sottolinea che la perdita della foresta pluviale del Congo avrà ripercussioni sul clima in tutta l’Africa, colpendo pene anche regioni come il Sahel e l’Etiopia.

L’Energia Nucleare come Soluzione Necessaria

Durante il summit, il presidente del Kenya, William Ruto, ha menzionato l’intenzione del paese di sfruttare l’esperienza francese nel settore dell’energia nucleare. White supporta l’idea di una transizione verso l’energia rinnovabile, ma sottolinea che in molte aree ci sono persone che non hanno accesso all’elettricità.

“Se dobbiamo stabilire un’energia sostenibile per le comunità rurali, va bene l’energia solare come soluzione off-grid, ma non possiamo ignorare l’energia nucleare,” spiega. Citando il crescente rischio della crisi idrica e climatica in Africa, White afferma che la nucleare potrebbe rappresentare una soluzione valida per garantire lo sviluppo economico e la creazione di posti di lavoro per i giovani.


La Questione delle Risorse Minerarie e dell’Ambiente

L’estrazione mineraria in Africa ha sollevato preoccupazioni ambientali. White chiarisce che la responsabilità della cattiva governance ricade sulle spalle dei governi africani, i quali devono stabilire normative e sistemi di mitigazione ambientale.

“Se gestiamo l’estrazione mineraria in modo professionale e con una buona governance, possiamo estrarre risorse minerali senza distruggere le foreste,” afferma White. Porta l’esempio del Rwanda, dove l’estrazione mineraria illegale è stata regolamentata e i lavoratori hanno ottenuto migliori condizioni.

Concludendo, White lancia un avvertimento sul DRC, che possiede ricchezze minerarie immense ma è afflitto da estrazioni illegali che danneggiano ulteriormente il paese.

Fonti ufficiali:

Non perderti tutte le notizie di green su sicilianews24.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *