Sopravvissuto a un attacco mortale, chiede condizioni migliori per i ranger nella RDC.
La lotta dei ranger per la conservazione in Congo
La comunità internazionale ha fissato obiettivi ambiziosi per la tutela della natura, mirando a preservare il 30% del pianeta entro il 2030. In questo sforzo, i ranger svolgono un ruolo fondamentale. Secondo la International Ranger Federation, il loro contributo è cruciale per proteggere le aree protette e raggiungere i target globali di conservazione. Purtroppo, però, in molte di queste zone, i ranger si trovano sempre più esposti a violenze, spesso costretti a confrontarsi con gruppi armati senza un adeguato supporto, specialmente in regioni instabili come l’Est della Repubblica Democratica del Congo.
Per Emmanuel Bahati Lukoo, questa realtà è molto personale. Nel 2018, è sopravvissuto a un attacco da parte di combattenti Mai-Mai, un gruppo armato attivo nella regione. A differenza di molti ranger che hanno perso la vita nel tentativo di proteggere la natura, Lukoo è riuscito a salvarsi. Negli ultimi dieci anni, si stima che oltre 100 ranger siano stati uccisi nel Parco Nazionale Virunga. Recentemente, Bahati ha pubblicato un libro intitolato Conservation at the Cost of My Youth: The Survival of a Ranger, nel quale racconta la vita di un ranger nell’Est della RDC.
La dura realtà dei ranger in DRC
Nell’Est della Repubblica Democratica del Congo, proteggere la natura può costare la vita. I ranger che operano in parchi come Virunga e Kahuzi-Biega affrontano quotidianamente gruppi armati, traffico illegale di risorse naturali, tensioni comunitarie e violenze croniche che hanno già mietuto molte vittime tra i loro colleghi. Eppure, nonostante il loro ruolo centrale nella difesa della biodiversità, molti ranger lavorano in condizioni precarie, con salari bassi e poca luce sui loro sacrifici.
Emmanuel Bahati Lukoo, ora vice direttore del Parco Nazionale Kahuzi-Biega, ha vissuto sulla propria pelle le conseguenze di questa realtà. Dopo l’agguato mortale del 2018, in cui molti dei suoi colleghi sono stati uccisi, ha dedicato la propria vita a raccontare le esperienze dei ranger, che troppo spesso rimangono invisibili.
Il suo racconto è un appello urgente: è fondamentale riconoscere i ranger come attori essenziali nella conservazione globale, prima che diventino “eroi” postumi ai quali nessuno dedica attenzione.
