Lorefice: “L’esempio di Piersanti Mattarella vive oggi e sempre”

Lorefice: “L’esempio di Piersanti Mattarella vive oggi e sempre”

In un’epoca in cui la fiducia nella politica appare spesso scossa, quale senso può avere oggi il sacrificio di chi ha pagato con la vita la lotta contro la mafia e le sue connessioni con il potere? Il ricordo di Piersanti Mattarella, ucciso il 6 gennaio 1980, non è solo una memoria storica: è una provocazione a misurarsi con il presente e con la responsabilità civile di ciascuno.

A Palermo, nella Facoltà Teologica di Sicilia, l’arcivescovo monsignor Corrado Lorefice ha ricordato Piersanti Mattarella richiamando non solo all’impegno contro la mafia, ma anche a una visione autentica della politica, quella che mette al centro la giustizia e il bene comune. Presente all’evento, a sorpresa, il fratello dell’ex presidente siciliano e attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha sottolineato con la sua presenza l’importanza di una testimonianza che va oltre le parole.

Le parole di monsignor Lorefice hanno messo in luce un dualismo che ha segnato l’Italia della fine degli anni ’70: da un lato, la mafia con le sue ramificazioni politiche e sociali; dall’altro, le istituzioni repubblicane che cercavano di riaffermare la legalità e i valori democratici. La morte di Piersanti Mattarella si inserisce in questo quadro di scontro frontale, appena due anni dopo il rapimento e l’uccisione di Aldo Moro, simboli entrambi di una resistenza civile e politica che ancora oggi ispira.

Il coraggio di un uomo e la forza di una testimonianza

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